HOMETEATRO

Gaetano e il suo desiderio di amare, al Sannazaro

Senzamore 23, scritto da Gianni Solla e diretto da Giuseppe Miale di Mauro. È questo il titolo dello spettacolo messo in scena al Sannazaro fino a domenica 11 febbraio, con la produzione di Nest Teatro e Caracò.

Stephen King parlava di incubi e deliri. Sono quelli che abitano la mente di Gaetano, interpretato da Giuseppe Gaudino con grande intensità e veridicità. Incubi e deliri che lui cerca di scacciare, scuotendo rabbiosamente e violentemente la testa, come se qualcosa vi esplodesse dentro o dei frammenti acuminati di vetro si conficcassero tra anima, cuore e cervello. Ma loro continuano a palesarsi, nel chiuso delle mura domestiche,quando la luce della lampada si affievolisce, lasciando spazio alle ombre interne ed esterne.


Non è una vita pregna di significato quella che Gaetano racconta in un podcast.

Orfano di entrambi i genitori, ha ereditato una casa e ha trovato lavoro, non per suo merito, bensì per un lascito e per una postilla di legge. Ovunque si trovi, il suo destino è quello di rimanere al margine.

Durante il suo lavoro al catasto, dove è quasi trasparente; negli affetti; persino nel quartiere dove vive. Lo sente – e viene vissuto dai suoi abitanti – come un estraneo, dato che non è un vero vomerese. Di quei Vomeresi lui denuncia vizi e virtù, ironizzandoci, ma è soltanto un modo per scacciare la tristezza,la frustrazione, la sua profonda solitudine, che lo vede essere sempre e comunque fuori posto, un abusivo, un paria.

È un uomo buono, mite, ironico, tenero, Gaetano, ma cova verso sè stesso un odio profondo, generato da un costante senso di inadeguatezza. Giuseppe Gaudino gli presta corpo, anima e fattezze. Lo interpreta con estremo realismo.

È facile simpatizzare con questo personaggio, ma anche identicarsi, almeno in parte, con lui, che è assolutamente un essere umano qualunque o, come direbbe lui, un uomo senza qualità di camusiana memoria.


Non ha un vero amore Gaetano, ma dalla sua infanzia fino all’età adulta ne insegue l’illusione, sotto forma di un’ombra che periodicamente – nelle varie fasi della sua vita – torna a tormentarlo.


Questa donna – fantasma è idealizzata a detrimento di quelle reali. Eppure, quando si incontreranno di nuovo, non solo lo ignorerà, ma con il suo comportamento condurrà alla definitiva e sostanziale caduta delle illusioni e dell’idealizzazioni residue dell’uomo. Tuttavia, il forte desiderio di appartenere a qualcuno, di trovare un cantuccio di tenerezza e di essere finalmente amato, porterà comunque Gaetano a cercare una comunanza di destini possibile con questa figura muliebre, che con lui, in fondo, condivide il disperato tentativo di riuscire a sopravvivere, seppur ricorrendo a discutibili espedienti.

C’è un’altra presenza amica – questa volta reale – per questo mesto impiegato del catasto. È Sabatino Acampora, che rappresenta un po’ il suo alter ego e un po’ un elemento complementare, perché come lui conduce una vita banale, ingabbiato dai ritmi della quotidianità, ma, al contrario di lui, ha anche il coraggio di provare a vivere davvero.


Un podcast – che Gaetano registra durante l’ennesima serata solitaria, anche se qualcuno sembra ascoltarlo e aspettarlo all’interno di un’altra stanza – assurge a bilancio della sua esistenza, ma anche a suo testamento spirituale. Si tratta di un uomo che trova nel lavoro uno dei pochi momenti significativi della sua vita e infatti lo incontriamo a casa, con ancora indosso gli abiti dell’ufficio, seppur stazzonati e ibridati con l’abbigliamento casalingo – le pantofole e una camicia che fuoriesce in parte dai pantaloni.

La vita di Gaetano dimostra di essere assolutamente priva di speranza, imprigionata in un dedalo di false promesse, che conduce a un’esistenza senza amore, come recita il titolo, e che conferma a lui stesso di essere uno sciocco, che crede nell’impossibile, come ci ricorda il 23, che nella smorfia napoletana coincide proprio con questa connotazione.


Così alla fine Gaetano – che ha raccolto l’eredità paterna, quella di saper sigillare ogni angolo della casa, per non far passare nemmeno un filo d’aria, quel papà sfortunato che era un verificatore della qualità del nastro isolante – mette fine alla sua esistenza, lasciandosi andare a un destino di annullamento, che sembrava già scritto e nei confronti del quale non sembra trovare alcuna via di fuga e di riscatto.

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