A Solopaca, nella terra del primo vino sannita DOC

A Solopaca, caratteristico borgo della valle Telesina, ogni anno, la seconda domenica di settembre, si festeggiano le uve che hanno consentito al suo vino di ottenere la denominazione DOC.

Degustazioni di vino, stand gastronomici, esposizioni di prodotti tipici e dell’artigianato locale, fanno da cornice al momento clou della Festa dell’Uva: la sfilata dei carri allegorici.

L’origine della festa ha carattere religioso propiziatorio nelle tradizioni della viticultura antica, risalente alla spiritualità cristiana del XVIII secolo, quando la confraternita locale, devota della Madonna Addolorata, organizzava, in occasione della vendemmia, una raccolta di doni di generi agricoli, soprattutto di uva, in grossi cesti trasportati su carri trainati da buoi, fino alla piazza, dove venivano venduti in pubblica asta. Nel corso del XIX secolo della festa si persero le tracce, fino a venire praticamente dimenticata. Dal 1979 l’evento è stato ripristinato, e la statua della Madonna Addolorata, fatta interamente con chicchi di uva nera, apre ancora oggi la sfilata dei carri.

Costruiti dai Maestri Carraioli, e completamente rivestiti da chicchi di uva incollati uno ad uno, i carri sfilano per le vie del paese per essere ammirati e votati. Il tema della sfilata varia ogni anno, spaziando  dall’attualità, alla fantasia, alla satira. Nel 2005 è stato inaugurato anche il MEG – Museo EnoGastronomico, che accoglie reperti della lavorazione contadina e una biblioteca di gastronomia, ospita gallerie fotografiche e svolge consulenza nelle manifestazioni culturali collegate alla Festa dell’Uva.

L’origine del toponimo è tuttora incerta: secondo alcuni deriva dal latino sol opacus, ossia paese poco soleggiato; per altri il nome deriva dal latino sub pagus, cioè villaggio “che sta sotto”, in riferimento alla sua posizione geografica, sotto il monte Taburno. È invece opinione diffusa tra gli storici che il villaggio sia nato come casale di Telesia, probabilmente successivamente alla distruzione portata alla città telesina dalle incursioni saracene nel IX secolo d.C.

Il Solopaca è il primo vino del Sannio ad aver ottenuto il riconoscimento di origine controllata (DOC) nel 1974. Famoso in Europa, Australia, Russia e Giappone, si produce in diverse tipologie: Bianco, Falanghina, Rosso, Aglianico, Rosato e spumante.

Il  Bianco ha un colore giallo paglierino, profumo gradevole e sapore secco e vellutato, ideale per antipasti delicati e primi piatti a base di pesce, pietanze con le uova, sauté di vongole e formaggi a breve stagionatura.

Il  Falanghina si ottiene da almeno l’85% di uve dall’omonimo vitigno: di un bel colore giallo paglierino, profumo vinoso, fresco e gradevole e sapore secco, armonico e lievemente acidulo, si sposa in modo eccellente con i crostacei.

Il Rossoche può anche subire un processo d’invecchiamento, è un vino dal colore rosso rubino intenso, profumo caratteristico e sapore asciutto, armonico e vellutato. E’ ideale con primi piatti saporiti a base di carne rossa, grandi arrosti e cacciagione da piuma, soprattutto nelle tipologie Classico Riserva e Superiore.

Il Solopaca Aglianico è invece adatto ai secondi piatti a base di carne rossa, pollame o cacciagione da piuma. Dal suo stesso uvaggio si ottiene anche, con una breve macerazione delle bucce, anche il  Rosato, dal profumo caratteristico e delicato, da degustare con i salumi, piatti delicati a base di carni bianche o rosse e formaggi a media stagionatura.

Infine il Solopaca Spumante, dalla spuma fine e persistente, di colore giallo paglierino chiaro. Un vino eccellente come aperitivo e adatto anche con i crostacei ed i frutti di mare, in particolar modo con le ostriche.

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