Accadde oggi , la Breccia di Porta Pia nel 1870
La presa di Roma, avvenuta il 20 settembre 1870, fu l’episodio del Risorgimento che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Festa della Liberazione della capitale e Unificazione Nazionale fino al 1930 quando il fascismo la abolì a seguito dei Patti Lateranensi.
A Porta Pia avvenne l’entrata a Roma delle truppe italiane tramite una breccia aperta a colpi d’artiglieria nelle Mura Aureliane. Con questo atto si pose fine al potere temporale della Chiesa rendendo Roma città capitale. I bersaglieri erano comandati dal generale Cadorna. Il sottotenente Cocito del 12° bersaglieri fu il primo a superare lo sbarramento e con un messaggio al generale Cadorna diede il solenne annunzio che l’unità d’Italia era completata:
«Ore 10. Forzata la Porta Pia e la breccia laterale aperta in quattro ore. Le colonne entrano con slancio, malgrado una vigorosa resistenza».
La presa di Roma costò all’esercito italiano 49 morti, di cui quattro ufficiali e 141 feriti tra cui nove ufficiali. Fra le truppe pontificie si registrarono 19 morti, di cui un ufficiale e 68 feriti. Il Papa Pio IX volle prendersi la responsabilità delle morti avvenute quella giornata. In una lettera di suo pugno del 14 settembre al generale, chiedeva di «aprire trattative per la resa ai primi colpi di cannone». Il generale Hermann Kanzler disubbidì e ingaggiò una sanguinosa battaglia, di cui, a posteriori, Pio IX non volle declinare la responsabilità, modificando il testo della sua lettera e sostituendo la frase «ai primi colpi di cannone» con «appena aperta la breccia».

