Accadde oggi, BR annunciano il processo di Aldo Moro nel 1978

Intorno a mezzogiorno le BR fanno ritrovare un volantino e una foto dell’On. Aldo Moro, sequestrato due giorni prima a Roma. Il documento, lasciato su un’auto parcheggiata a largo Argentina, ne annuncia il “processo”.

“16 marzo 1978. Scatta l’”operazione Fritz” e la storia della nostra Repubblica viene segnata per sempre. Le Brigate Rosse rapiscono Aldo Moro e crivellano di colpi Leonardi, Ricci, Iozzino, Rivera e Zizzi.

Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Camillo Montalcini, Aldo Moro scrisse moltissime lettere, indirizzate perlopiù ai familiari e alla dirigenza della Democrazia Cristiana, più precisamente a Benigno Zaccagnini, a Francesco Cossiga, a Giulio Andreotti, a Riccardo Misasi e ad altri; oltre che al capo socialista Bettino Craxi, l’unico esponente di governo che abbia sostenuto la necessità di trattare per salvare la vita di Moro. Le lettere, che degli esami grafologici hanno attribuito come scrittura al politico, sono sicuramente di Moro, anche se ragioni tattiche (ascrivibili alla cosiddetta “linea della fermezza” e alla necessità di chiudere ogni spiraglio alla trattativa) spinsero buona parte dell’allora dirigenza politica (soprattutto DC) ad allinearsi e a metterne in dubbio l’autenticità, a sostenere che non fossero state pensate da Moro o fossero addirittura dettate dalle Brigate Rosse.

Il parere dei familiari, dei migliori studiosi e infine di chiunque abbia letto le lettere integralmente, è concorde nel riconoscere pienamente Moro in quegli scritti. Trentotto di queste lettere vennero pubblicate, con una introduzione attribuita a Bettino Craxi, nel pamphlet Lettere dal Patibolo dalla rivista Critica Sociale.

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