Addio a Gianni de Michelis, socialista ed ex ministro

Si è spento a Venezia a 78 anni dopo una lunga malattia. Era stato vicesegretario del Partito Socialista Italiano e più volte ministro tra gli anni Ottanta e Novanta.

Gianni De Michelis, importante esponente del Partito Socialista Italiano e più volte ministro nel corso degli anni Ottanta, è morto nella notte tra venerdì e sabato.

Protagonista della Prima Repubblica, De Michelis era nato a Venezia il 26 novembre 1940, ed è stato segretario nazionale del Nuovo Psi, aderendo in seguito alla Costituente del Psi e successivamente a ‘Riformisti italiani’.

La carriera politica di De Michelis inizia a fine anni ’60 con l’ingresso nella Direzione del Psi, poi la svolta con l’ascesa di Bettino Craxi, di cui diventa uno degli uomini più fidati.

“Se Craxi era Garibaldi, io ero il suo Cavour” disse, parlando del suo rapporto con il leader del Psi. 

Nella sua carriera politica è stato deputato dal ’76 al ’94 e più volte ministro negli anni ’80 e ’90.  Dall’88 all’89 è stato anche vicepresidente del Consiglio e componente dei governi Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, De Mita e Andreotti. De Micheli è ministro degli Esteri negli anni della caduta del muro di Berlino, della prima guerra del Golfo, della dissoluzione dell’Unione sovietica. Nel 1992, inoltre, è uno dei firmatari del trattato di Maastricht. Nel 2004 la sua ultima esperienza nelle istituzioni, venne eletto eurodeputato nella lista Socialisti uniti per l’Europa.

“Scompare con la morte di Gianni De Michelis uno dei protagonisti della attività di governo dell’ultima parte del Novecento”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

 

 

 

 

 

 

 

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