La Procura distrettuale di Reggio Calabria sta indagando 17 persone, tra boss e affiliati a cosche mafiose e di ‘ndrangheta, in relazione all’omicidio del sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Antonino Scopelliti.
Scopelliti fu ucciso il 9 agosto del 1991 a Villa San Giovanni mentre faceva rientro a Campo Calabro e fra gli indagati figura anche il boss latitante Matteo Messina Denaro.

Il sostituto procuratore generale della Cassazione stava completando il lavoro iniziato da Giovani Falcone e Paolo Borsellino. Mentre era in auto venne affiancato da due persone a bordo di una moto che aprirono il fuoco e fecero finire il veicolo fuori strada e provocando la morte di tutte le persone presenti in auto.

A dare maggiori info su quanto accaduto quel pomeriggio, è stato il pentito catanese Maurizio Avola che ha anche fatto ritrovare, nell’agosto scorso, il fucile che sarebbe stato utilizzato per uccidere il magistrato.

Il pentito, alla Dda di Reggio Calabria, ha anche asserito che il boss Messina Denaro voleva la morte di Scopelliti e che molto probilmente è stato lui il mandante dell’omicidio.

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Di Giuseppe Secondulfo

Mi chiamo Giuseppe Secondulfo e sono uno studente laureando in lingue e letterature straniere presso l’Università di Napoli l’Orientale. Amo scrivere di calcio, reportages, e di attualità estera di cui sono un grandissimo appassionato. Nel tempo libero amo leggere, guardare documentari sull’arte, la cucina, approfondire la conoscenza delle lingue straniere e viaggiare. Sono un appassionato, oltre che del calcio, anche di tennis e di basket.

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