L’amore all’anatra di Iannaccone, storia ironica di un amore oltre il cliché

Viviamo il tempo della disillusione e delle speranze precarie nel futuro. Nella cornice di questi anni ’10 in cui il digitale si fa sempre più spazio aumentando anche la distanza tra le persone si inserisce ‘Storia di un amore all’anatra’ (Edizione Les Fleneurs, p.170) di Stefano Iannaccone. Una storia che ha ben poco a che vedere con la favola romantica, puntando a rovesciare con ironia e leggerezza gli stereotipi sull’ amore.

Una storia d’amore insolita. La città di Praga, Mattia e Veronica. Mattia è un giornalista introverso, Veronica ha una personalità più dinamica. I due si ritovano nella Capitale europea in vacanza ma una notte, senza apparente motivo, Veronica scappa. Così Mattia si ritrova solo con i suoi dubbi alla ricerca della sua donna. Nel suo percorso incontrerà una terza figura, quella di Alberto, enigmatico “uomo ombra”.

Stefano Iannaccone la presenta così la sua Storia di un amore all’anatra, come un’ epopea moderna che si distanzia dal clichè melenso dell’amore perfetto e affronta con ironia il tema delle relazioni. E infatti la sua narrazione non segue la linea più o meno dritta dell’innamoramento che porta al lietofine. La sua è piuttosto una storia che racconta una verità seppur romanzata: le storie d’amore continuano e dopo il lietofine non c’è mai realmente un punto.

Il titolo è sicuramente l’elemento che colpisce di più. Come mai questa scelta?

Il titolo è scelto per cercare di colpire ma l’accostamento di questo animale, l’anatra, non è casuale. Il libro parla di un amore appunto “all’anatra”. E’ un elemento che ritorna spesso nel libro quando Mattia, il protagonista, si ritrova a mangiare questo piatto tipico di Praga, l’anatra arrosto, che sarà sua compagna di lunghe serate di riflessione durante la ricerca di Veronica. Allo stesso tempo l’elemento anatra è stato inserito per allegerire il più serioso ‘Storia di un amore’ e indicare il carattere ironico del libro.

Com’è nato il libro? Da dove deriva la scelta dell’impronta ironica?

Il libro è nato in maniera molto spontanea. Il piglio fresco, ironico, serve proprio a raccontare la coppia oltre lo stereotipo. Questo perché quando scrivo cerco di farlo in un modo che piacerebbe anche a me da lettore. Da elementi più leggeri però mi piace anche poter stimolare una riflessione nel lettore. Infatti andando avanti nel libro si scoprono anche temi più profondi.

Parlando dei personaggi, come nascono e a chi ti sei ispirato per costruirli?

Ammetto di aver scelto ‘per pigrizia’ un personaggio che fa il mio stesso lavoro ma che ha ben poco di me. Adesso probabilmente non rifarei questa scelta perché il lettore può pensare che il personaggio sia costruito su di me.  Ci sono tuttavia elementi ‘rubati’ qua e là (dall’esperienza personale) e rimescolati in chiave letteraria. Sono tutti personaggi in evoluzione e quindi si può dire che abbiano tutti un cambiamento, un miglioramento alla fine del libro.

Ci sono quindi esperienze della tua vita, anche amorosa, che hai riportato nel libro?

Diciamo che non mi piaceva l’idea di raccontare un amore stereotipato e l’aver vissuto il rapporto di coppia ha facilitato la scrittura e mi ha permesso di raccogliere spunti ma mi riferisco in particolare a relazioni passate.

Storia di un amore all’anatra è il tuo terzo libro, qual è il fil rouge che unisce le tre opere? 

Le altre due opere sono legate a tematiche sociali, più generazionali e si può dire che tra loro siano complementari, molto simili tra loro. Storia di un amore all’anatra è più un romanzo vicino al tema amoroso. Se volessimo trovare dei ‘punti fissi’, sempre presenti nei miei libri sarebero l’elemento narrativo dell’ironia, il tema della precarietà ed il ruolo trainante delle donne. Le donne sono sempre il motore della storia, trainano gli eventi.

Quali sono i tuoi progetti dopo questa ‘trilogia’ di romanzi?

C’è un quarto libro di cui ho completato la stesura i cui temi sono più forti. E’ un progetto ancora più ambizioso che in qualche modo rappresenta un punto di rottura con gli altri della ‘trilogia’. Storia di un amore all’anatra si può dire rappresenti la fine di un percorso da autore.

STEFANO IANNACCONE

Giornalista per Ilfattoquotidiano.it, La Notizia, Gli Stati Generali ed Excite.

E’ attualmente addetto stampa di Possibile.  E’ stato redattore del settimanale ‘Il Punto’ e all’agenzia di stampa Iris press per cui ha curato attività di ufficio stampa, e ‘il Journal’.

Nel 2007 ha creato il sito di comunicazione politica Sfera pubblica. Nel corso dell’attività di blogger ha sviluppato capacità nella gestione degli strumenti di web marketing, Seo, analisi andamento contatti e del potenziamento della comunicazione attraverso i social media.

Ha pubblicato tre romanzi: Andrà tutto bene (edito da “La Bottega delle Parole”; 2011),  Fuori Tempo Massimo (edito da “La Bottega delle Parole”;2015) e Storia di un amore all’anatra (edito da Les Flaneurs edizioni; 2017)

Coordina il progetto Addio alle armi.it, campagna nata con l’obiettivo di informare a 360 gradi sulla diffusione e vendita di armi e sui pericoli connessi al loro commercio e detenzione.

 

 

 

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