Baronissi Blues Festival, il grande successo del concerto dei Nine Below Zero

Si è tenuto il 23 luglio scorso a Baronissi, in provincia di Salerno, il concerto dei “Nine Below Zero”, seconda tappa italiana del tour estivo della band dopo la partecipazione al “Brindisi Blues Festival”.

Cos’è che definisce l’aggettivo “classico” ? In fin dei conti, “classico” è un attributo che indica l’estendersi in un lasso di tempo che parte da un passato più o meno remoto, di stilemi artistici particolarmente longevi i quali, travalicando mode e tendenze passeggere, continuano ad essere seguiti ed apprezzati in epoca contemporanea. In tale accezione possiamo senz’altro includere il blues tra i generi musicali “classici”: la prova dei secoli ancora non l’ha passata, ma le sue cento candeline la musica degli schiavi dei campi di cotone e dei disperati del delta del Mississipi le ha spente già da un bel po’. Non dunque è difficile prevedere che W.C. Handy, Bo Diddley e Muddy Waters & C. affiancheranno a pieno titolo i vari Liszt, Bach, Debussy e Wagner nelle sale da concerto, soprattutto considerando la vitalità ed il fermento che oggi più che mai caratterizza questa musica. Fermento dal quale non è esclusa la Campania che ospita, da molti anni a questa parte, festival ed iniziative dedicate integralmente al blues. Il Baronissi Blues Festival è una delle proposte più interessanti in questo panorama: ben organizzato in una location, l’Anfiteatro Cittadino dedicato a Pino Daniele, che non offre fascinazioni storiche ma è razionale, consente una gestione sicura dell’afflusso e del deflusso del pubblico e, non ultimo, è comoda ed esteticamente gradevole. E, quel che più conta, con una direzione artistica competente e di buon gusto, affidata a Fabio Clarizia dell’Associazione “Tutti suonati” che promuove e gestisce l’evento. In questo contesto si inserisce il concerto del 23 luglio scorso dei “Nine Below Zero”, seconda tappa italiana del tour estivo della band dopo la partecipazione al “Brindisi Blues Festival”. Una band che batte la bandiera del BritishBlues (caratterizzato dalla forte presenza della chitarra elettrica) da ben 40 anni, fatto salvo un breve periodo di scioglimento del gruppo negli anni ’80. In realtà dovremmo parlare di un’età di ben 42 anni se si considera che la band prende le mosse nel 1977; assumerà, tuttavia, il nome attuale solo, appunto, nel 1979, facendo proprio il titolo di uno dei successi del grande bluesman Sonny Boy Williamson II. Dunque nel 1977 Dennis Greaves, voce e chitarra, e Mark Feltham, voce e armonica, decidono, malgrado l’affermarsi prepotente del punk proprio in quegli anni, di ispirarsi, in dispregio a mode e tendenze, al blues elettrico di Chicago dando origine a quello che è uno dei gruppi blues più longevi della storia; con loro Peter Clark al basso e Kenny Bradley alla batteria che più in là lasceranno il loro posto ad altri. Greaves e Feltham sono dunque da sempre i frontman dei NBZ (a parte un esilio volontario di Feltham lungo alcuni anni a cavallo tra il vecchio ed il nuovo millennio) ed i più autorevoli rappresentanti ancora attivi del citato British Blues insieme al venerabile chitarrista Eric “manolenta” Clapton e, sforando in area rock, ai Rolling Stones; vogliamo cogliere l’occasione per ricordare qui il più grande rappresentante italiano di questa corrente musicale, Guido Toffoletti, prematuramente scomparso nel 1999. Il concerto di Baronissi ha confermato la splendida forma della compagine: quaranta e più anni di attività e 18 album alle spalle non hanno minimamente scalfito l’energia e l’inventiva di Greaves e Feltham. Qualche concessione all’età solo da parte dell’armonicista, molto british nel suo completo grigio che ha tenuto eroicamente malgrado il caldo della serata estiva, mentre l’inossidabile Dennis Greaves aveva un abbigliamento più consono ad una icona del blues e soprattutto più adatta all’afa. Uno spettacolo tiratissimo con la sezione ritmica a tirare allo spasimo gli assolo di chitarra e di armonica dei frontmen, arricchite dagli interventi vocali del duo, senza cadute di ritmo, niente ballad, solo blues-rock nudo,crudo e senza fronzoli. “Tore Down”, “Homeword”, “On the road again” e via così, per la gioia delle centinaia di fans che hanno avuto la gioia di vedere ed ascoltare il glorioso gruppo al top della forma dare vita ad uno spettacolo concluso alla grandissima con il consueto e vivificante bagno di folla ai bordi del palco.

Fotografie di Juna Lieto

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Un pensiero riguardo “Baronissi Blues Festival, il grande successo del concerto dei Nine Below Zero

  • 01/08/2019 in 16:38
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    Uno Spettacolo Fantastico che si e’ colorato di….Blues, un pezzo cielo nell’anfiteatro,guarda caso “PinoDaniele” di Baronissi, con tre Stelle e stelline.
    Tre serate sognando con Voi Organizzatori ed appassionati come me, Complimenti !
    Un Semplice Grazie, Luigi

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