Questo è un tempo pesante, a tratti cupo: di paure per il presente e per il futuro. Di prospettive gravide di demoni che prendono il nome di recessione economica, mancanza di alternative. crollo dei progetti, spesso delle attività coltivate, a denti stretti, per una vita, e di disperazione sociale.

Ecco perché è bello esista un rifugio: dove fermarsi a prendere fiato, respirando a pieni polmoni un’aria intrisa di bellezza e speranza.

Birdland è proprio questo: una terra sospesa tra sogno e realtà, tra bisogno di approfondire, andando oltre la superficie delle cose e la patina delle apparenze e la legittima aspirazione a un po’ di leggerezza e incanto.

Birdland è anche un tempo sospeso, dove ritrovare il gusto di andar lenti, richiamando Franco Cassano, con il gusto di avere solo le mani in tasca.

Ora lasciamo la parola a Massimo Piccolo.

D. Ci racconti Birdland?

R. Birdland Night Club è l’appuntamento che ha sostituito – a causa del covid – gli incontri che negli anni passati abbiamo realizzato con il pubblico – prima per Serata d’Autore e poi per Birdland. La formula è rimasta pressoché invariata fin dalla prima serata fatta all’alba dell’inizio del millennio, si tratta di semplici momenti di storytelling o di narrazione se preferisci. È un modo per cercare di capire qualcosa in più su quei magici oggetti che sono libri e racconti con parole e musica. Il che significa, ovviamente, cercare di capire qualcosa in più su quella strana creatura che è l’essere umano.

D. Come si incontrano, incrociano e dialogano i due format?

R. Birdland invece è la rassegna letteraria promossa dall’associazione Neapolis Alma, che ringrazio moltissimo per avermi scelto come direttore artistico, che propone una lettura totale su tutti i modi che l’uomo ha scelto per cercare di dare un senso, grazie al racconto, alla sua esistenza. E queste tracce, come scintille nel grigiore della monotonia, si accendono ogni volta che lasciamo qualcuno libero di esprimersi in tantissime arti, non solo quelle legate ai libri.

D. Ci hanno abituati a cesure forzose, e a volte eccessive, tra scienze, discipline e conoscenze. Tu invece ci educhi al gusto dell’inter e della multidisciplinarieta’, dell’impasto gustoso con vari ingredienti. Dai film alla letteratura passando per la gastronomia. Ci spieghi passo dopo passo la tua ricetta?

R. Per parlare esistono tanti modi. Come puoi non sentire quante parole allegre possono esserci nel cibo della festa o appena sussurrate quando prepari qualcosa a una persona alla quale vuoi bene per consolarla?

D. A cosa sono dedicate le varie puntate e qual è il loro filo rosso?

R. Con Birdland Night Club abbiamo “raccontato” 8 grandi autori, da Victor Hugo a Stephen King, passando per Alexandre Dumas, Joe. R. Lansdale, Bourdain e Carver, fino ad arrivare a Kent Haruf e Francis S. Fitzerald. Un bel percorso, molto variegato, tenuto insieme da una certa idea di fare letteratura

D. Si dice che la notte porti consiglio, ma la notte è anche il tempo delle insonnie d’amore e delle streghe. È per questo che hai scelto questa fascia oraria?

R. La scelta delle 23 come orario di primo streaming (la rassegna è ospitata sul canale Youtube della Moon Over produzioni) è stata un omaggio alla vecchia terza serata televisiva, quando si poteva sperimentare e provare a creare qualcosa di diverso o poco consueto. Scelta perlopiù simbolica, visto che oggi l’intrattenimento e la cultura sono on-demand.

Un’ultima cosa, un sentito doveroso ringraziamento a Valentina Sodano, Gianfranco Cercola e Ilaria Perna della Neapolis Alma per tutto quello che stanno facendo, oltre che a Gabriella Diliberto che ci sta curando, magnificamente, la comunicazione.

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