Brexit, May rinvia il voto in Parlamento

L’agognato, cruciale voto sull’accordo di Theresa May e Ue sulla Brexit, previsto per domani, è stato clamorosamente rinviato dalla premier britannica all’ultimo momento, dopo che stamattina sia il ministro dell’Ambiente Gove sia fonti di Downing St. l’avevano confermato.

Ma May, dopo alcune chiamate poco confortanti, ha capito che la sua avrebbe potuto essere una disfatta domani, una sconfitta colossale alla Camera dei Comuni che avrebbe affondato non solo il suo piano Brexit ma anche la sua stessa carriera politica.

Perciò, dopo una mattinata di voci e rumours, alle 15.30 la premier si è presentata in Parlamento per annunciare la sua ennesima umiliazione, sovrastata da risate irriverenti e urla. “Rinviamo il voto”, ha detto May ai parlamentari, “io tornerò a Bruxelles”, prima del Consiglio Ue di giovedì, “per rinegoziare la parte sul backstop”, ossia la spina più sanguinosa del suo accordo e nella sua maggioranza. Cioè quel regime speciale per l’Irlanda del Nord, che rimarrebbe in una sorta di mercato comune europeo (e il Regno Unito nell’unione doganale) fino a quando non verrà trovata una soluzione a lungo termine, il tutto per evitare il ritorno di un confine duro tra Belfast e la repubblica d’Irlanda, col rischio di nuove tensioni. Si rischia di spaccare il Regno Unito ma soprattutto Londra potrebbe rimanere indefinitamente agganciata all’Europa.

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