Caso Cucchi: Arma, ministero Difesa e Viminale chiedono di costituirsi parte civile

L’Arma dei carabinieri, il ministero della Difesa e il ministero degli Interni hanno presentato istanza di costituzione di parte civile nel corso dell’udienza preliminare di ieri, martedì 21 maggio, a Roma, all’udienza preliminare sul procedimento dell’eventuale ‘Cucchi quater’, che stavolta vede sotto accusa la catena di comando che avrebbe depistato le indagini sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel 2009. Sono coinvolti otto carabinieri, tra cui alcuni ufficiali. Il Gup si è riservato di decidere. A presentare istanza sono stati anche la famiglia Cucchi, l’appuntato Riccardo Casamassima, gli agenti di polizia penitenziaria, il Sindacato dei Militari e Cittadinanzattiva. Le richieste di giudizio da parte della Procura sono nei confronti, tra gli altri, del generale Alessandro Casarsa, all’epoca dei fatti capo del Gruppo Roma, e per il colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono falso, omessa denuncia, favoreggiamento e calunnia. A essere coinvolti nella catena di comando ci sarebbero anche altri sei imputati. Per l’accusa i depistaggi partirono da Casarsa, all’epoca numero uno del Gruppo della Capitale, e a cascata furono messi in atto dagli altri secondo i vari ruoli di competenza. Per i pm, alcuni degli indagati avrebbero attestato il falso in due annotazioni di servizio datate 26 ottobre 2009, relativamente alle condizioni di salute di Cucchi, arrestato dai carabinieri di Roma Appia e portato nelle celle di sicurezza di Tor Sapienza, tra il 15 e il 16 ottobre del 2009. Falsi confezionati – secondo i magistrati – “con l’aggravante di volere procurare l’impunità dei carabinieri della stazione Appia, responsabili di avere cagionato a Cucchi le lesioni che nei giorni successivi gli determinarono il decesso”.

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