Caso Orlandi, domani la riapertura di due tombe in Vaticano

Giovedì mattina verranno aperte due tombe al Cimitero Teutonico dentro le mura vaticane per verificare, secondo quanto disposto dal Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano, se vi siano contenuti i resti di Emanuela Orlandi.

Il primo esame delle ossa potrà dare una datazione approssimativa per capire se possano o meno essere ricollegate al caso di Emanuela. A spiegarlo è Giovanni Arcudi, professore di Medicina legale a Tor Vergata, in un’intervista al direttore editoriale dei media vaticani Andrea Tornielli. Arcudi è stato incaricato dalla magistratura vaticana di esaminare i reperti e prelevare i campioni per l’esame del Dna,  “Da questa prima analisi delle ossa – dice  – possiamo proporre una datazione, certamente approssimativa, ma per i periodi che a noi servono, di 50, 100, 200 anni, la possiamo fare. Possiamo distinguere se è un osso di 10 anni o che è stato lì 50 anni o 150 anni. Possiamo fare già la diagnosi di sesso, se le strutture ossee risulteranno tutte ben conservate. Potremmo anche arrivare ad escludere che i resti scheletrici appartengano a persone diverse rispetto a quelle due che sono state sepolte lì”.
Ad essere riaperte saranno la cosiddetta “Tomba dell’Angelo” in cui è sepolta la principessa Sophie von Hohenlohe, morta nel 1836, e quella attigua in cui è sepolta la principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo, morta nel 1840. Il supporto all’autorità giudiziaria sarà garantito da personale del Centro operativo di sicurezza della Gendarmeria. Saranno presenti anche i familiari di Emanuela con il loro avvocato legale e il loro perito.

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