Cesare Battisti dal carcere: “Inizio lo sciopero della fame”

 Battisti da oltre un anno e mezzo è in isolamento nel carcere di Oristano, una misura che secondo il suo legale “di fatto è del tutto illegittima”.

“Avendo esaurito ogni altro mezzo per far valere i miei diritti, mi trovo costretto a ricorrere allo sciopero della fame totale e al rifiuto della terapia”. Lo scrive il terrorista dei Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti, in una lettera al suo legale, l’avvocato Davide Steccanella.  Battisti da oltre 1 anno e mezzo è in isolamento diurno nel carcere di Oristano, isolamento “di fatto del tutto illegittimo (la pena dell’isolamento diurno a suo tempo inflitta era di sei mesi per cui è stata scontata a giugno 2019)”. 

Battisti aveva già presentato lo scorso luglio, sempre tramite il suo avvocato, una denuncia alla Procura di Roma per abuso d’ufficio contro il suo “isolamento” in carcere. L’ex terrorista sta scontando in Sardegna, a Oristano, dove è stato recluso dopo l’estrazione in Italia avvenuta poco più di un anno fa, i suoi ergastoli, ma secondo il suo legale “avrebbe dovuto scontare solo 6 mesi di isolamento in base al provvedimento emesso dalla Corte d’assise d’appello di Milano nel 1993″. Uno status che invece starebbe proseguendo oltre i limiti di legge e che “non è sorretto” da alcun “provvedimento giudiziario”.

“A Cesare Battisti”, scrive ancora Battisti, condannato all’ergastolo per 4 omicidi e arrestato nel 2019 dopo 37 anni di latitanza, “non è nemmeno consentito sorprendersi se nel suo caso alcune leggi sono sospese: è quanto mi è stato fatto capire, senza mezzi termini, da differenti autorità. Pretendere un trattamento uguale a quello di qualsiasi altro detenuto è una contesa continua, estenuante e che coinvolge gli atti più ordinari del mio quotidiano: l’ora d’aria; l’isolamento forzato e ingiustificato; l’insufficiente attendimento medico; la ritensione arbitraria di testi letterari; le domandine sistematicamente ignorate; oggetti di varia utilità e strumenti di lavoro negati, anche se previsti dall’ordinamento penitenziario, ecc”.

Da qui l’annuncio dello sciopero della fame e del rifiuto delle terapie per malattie di cui soffre. Il tutto, scrive Battisti, “affinché sia disposto il mio trasferimento in una Casa di Reclusione dove mi siano facilitate le relazioni con i familiari e con le istanze esterne previste dall’ordinamento nonché i rapporti professionali atti al sostentamento e al reinserimento.

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