“Occorre che in tempi brevi sulle case famiglie protette, strutture previste dalla legge del 2011 istitutiva degli ICAM come quello di Lauro, anche nella nostra comunità regionale si aprano un paio di queste esperienze e opportunità di luoghi alternativi al carcere per garantire principalmente l’interesse preminente del minore”. Così il Garante Campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello all’uscita oggi dell’Istituto attenuato per detenute madri a Lauro, nell’Avellinese.
Il Garante a tal proposito, dice “mi ha fatto piacere che il parlamento abbia approvato un provvedimento in bilancio che consente di finanziare per l’importo di 1,5 milioni su tutto il territorio nazionale la creazione di case famiglie protette per madri detenute con figli che debbano scontare 3 anni”.
Nella visita odierna presso ICAM di Lauro dove attualmente sono ristrette 9 detenute e 11 bambini, il Garante Ciambriello, accompagnato dal suo staff, dallo scrittore Lorenzo Marone, dal cappellano Don Enzo Miranda e dal direttore dell’Istituto Paolo Pastena, ha fatto gli auguri di Pasqua consegnando uova, dolci e mascherine.
Il Garante comunica che la recidiva in generale per le donne è all’8% mentre, purtroppo, per gli uomini si aggira intorno all’80%. Ciambriello così conclude “la presenza di figli in carcere costituisce un importante elemento “riabilitativo” incidendo significativamente sulla recidiva. Certo parlare di maternità e carcere è un ossimoro perché la tutela degli affetti, l’educazione dei figli è incompatibile con il carcere”.

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