Comunali

Comunali, elezioni che non hanno mai spostato gli equilibri nazionali ma mai come quest’anno, però, il voto è stato diverso. Insuccessi e trionfi hanno fatto pari e patta con inchieste (giornalistiche e giudiziarie) e sentenze.

Comunali, tra insuccessi e trionfi ci sono inchieste e sentenze

Quando l’inchiesta di Fanpage è piombata tra capo e collo di Fratelli d’Italia tutti hanno capito che una marcia indietro non ci sarebbe mai stata. Mai e poi mai Giorgia Meloni avrebbe rinnegato i fascisti. In compenso, però, ha rinnegato tutti gli altri: hitleriani e razzisti, ad esempio. Questa sua è anche coerenza, non si distacca dal mondo con il quale il suo partito è ammanigliato ed anzi vuole continuare la propria discesa.

La Meloni ha parlato di “orologeria”, quella frase un tempo legate alle vicende processuali ed oggi affibbiata al giornalismo. Forse non è totalmente sbagliato, ma la sua reazione non è stata quella di una vera leader. Giorgia Meloni ha perso sicurezza e si è seduta alle elezioni comunali che hanno coinvolto moltissime grandi città dalla parte dell’insuccesso. Non fraintendiamoci: Fdi è stato uno dei partiti più votati, soprattutto a Roma, ma ciò non basta.

Qui, dunque, passiamo ai trionfi: tre città sono andate alla sinistra unita al primo turno. Milano, Bologna e Napoli sono diventate ormai roccaforti della sinistra che ha acquisito i 5 Stelle. Un’alleanza non replicata a Roma, Torino ed in Calabria. Non a caso nella capitale d’Italia e nell’altra grande città del nord si andrà al ballottaggio mentre in Calabria stravince la destra (anzi Forza Italia). Enrico Letta si gode il trionfo ed i guai della destra. Matteo Salvini si arrampica sugli specchi: “Abbiamo guadagnato 69 sindaci”, peccato che il consenso si sia abbassato.

Insomma la destra di sconfitta non vuole sentir parlare ma l’amarezza è evidente ed il nervosismo, soprattutto della Meloni, è tangibile. All’indomani delle elezioni la Lega decide di far casino sulla legge delega. Per il catasto Salvini batte i pugni, e non ci fa una bella figura perché sembra il bambino che se la prende col fratello dopo un brutto voto a scuola. Reazione diversa, unita, stavolta l’ha avuta il Pd con il caso Lucano e la condanna choc a 13 anni. Tutti hanno espresso solidarietà per una sentenza che, francamente, sembra esagerata. Salvini e Meloni ci marciano, ma il Pd non solo ci passa sopra ma alle elezioni dimostra di non risentirne affatto.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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