Condannato a sei mesi di prigione Philippe Barbarin, l’arcivescovo di Lione, per aver coperto abusi sessuali

L’arcivescovo di Lione e cardinale Philippe Barbarin, 68 anni, è stato condannato a 6 mesi di prigione con la condizionale per mancata denuncia di abusi sessuali su minori perpetrati negli anni ’70 e ’80 durante i campi scout da padre Bernard Preynat.Non ho mai cercato di nascondere nulla, tanto meno questi fatti orribili”, si è difeso Barbarin davanti al giudice, spiegando di aver saputo degli abusi di Preynat solo nel 2014 e non come sostiene l’avvocato di parte civile, Jean Boudot, dal 2010. Nel 2015 avvenne in ogni caso uno scambio di lettere tra Barbarin e il Vaticano. Quest’ultimo gli consigliava di licenziare il prete “evitando lo scandalo pubblico”: istruzioni seguite alla lettera dal cardinale, per sua stessa ammissione. Ma è stato troppo tardi.
Nei giorni scorsi Barbarin ha continuato a ripetere di non avere idea di cosa potesse essere giudicato colpevole. Preynat è accusato di aver abusato di un gruppo scout tra il 1986 e il 1996. La sentenza del processo, che si è aperto ai primi di gennaio, era attesissima. Un caso così sentito da aver spinto il regista francese François Ozon a farne un film, Grâce à Dieu presentato all’ultimo Festival di Berlino.  Noto come Primate des Gaules, il Primate dei Galli,  l’alto prelato è tra le personalità ecclesiastiche più importanti e influenti della Francia. L’arcivescovo ricorrerà in appello: “La motivazione del tribunale non mi convince. Contesteremo dunque questa sentenza con tutti i mezzi utili della giustizia“, ha dichiarato il legale dell’alto prelato, Jean-Félix Luciani. La condanna è “una grande vittoria per la tutela dell’infanzia” per  La Parole Libérée, l’associazione francese di vittime da anni in lotta contro i fatti di pedofilia perpetrati negli anni ’70 e ’80 da padre Bernard Preynat nella diocesi di Lione.

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