Conte: il commento alla giustifica del femminicidio

Giuseppe Conte, commenta su Facebook le recenti sentenze a Genova e Bologna che hanno provocato polemiche e accuse per aver concesso un’attenuazione della pena per “una presunta reazione “emotiva”.
“Dobbiamo chiarire, con forza, che nessuna reazione emotiva, nessun sentimento, pur intenso può giustificare o attenuare la gravità di un femminicidio”, afferma il  premier riferendosi alla sentenza di Bologna che dimezza la pena a un femminicida “in preda a tempesta emotiva” e all’incredibile sentenza di Genova dove le attenuanti generiche sono state concesse all”uomo che ha accoltellato a morte la compagna perché: “mosso da un misto di rabbia e disperazione profonda, delusione e risentimento”. A Bologna dopo «una sentenza che ci porta ai tempi del delitto d’onore» c’è infatti  chi dice che «bisogna indignarsi per il ragionamento che c’è alla base». Sopratutto dopo la decisione della Corte d’Appello di Bologna che dimezza la pena a Michele Castaldo, 57 anni, in carcere per aver strangolato il 5 ottobre 2016 una donna con la quale aveva una relazione da un mese, Olga Mattei, di origini moldave ma a Riccione da una vita, lavoratrice e mamma. Castaldo lo confessò, quel femminicidio. Ma più che il dimezzamento della pena dai trent’anni in primo grado ai sedici in appello, fanno rumore le motivazioni, firmate dal presidente della prima sezione penale Orazio Pescatore: in sostanza emerge che una « tempesta emotiva » , determinata dalla gelosia, può attenuare la responsabilità di chi uccide. Ora la risposta del premier, avvocato.

E sulle polemiche provocate dalle sentenze interviene il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Alcide Maritati. “Le sentenze si possono sempre criticare ma se si estrapolano frasi messe in circolazione sui media o sui social in maniera semplicistica questo scatena un dibattito non consapevole, che non parte dalla lettura del provvedimento giudiziario ma, scandalisticamente, estrapola una frase dal contesto logico, giuridico o argomentativo che invece andrebbe conosciuto”. Così il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Alcide Maritati.

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