Si parla di tagliare la durata massima dei contratti a termine, facendola scendere a 24 rispetto ai 36 mesi previsti ora.

Per le prossime elezioni il governo si prepara a giocare la carta del lavoro. Il segnale è l’eliminazione del superticket: una proposta che sembra impossibile da sostenere. I 10 euro in più che si pagano in alcune regioni per le visite mediche specialistiche, andrebbero ad intaccare un capitale ben più alto. Infatti, cancellare il supertichet costerebbe 700 milioni di euro, più del doppio delle risorse a disposizione del Parlamento per modificare la manovra. Più appropriato pensare, invece, soltanto a un ritocco, col superticket limato, aumentando le fasce di esenzione. In tal caso la spesa ammonterebbe a 100 milioni di euro. 

Senza l’eliminazione del superticket, la mossa sul lavoro serve a bilanciare la conferma del bonus bebè da 80 euro al mese chiesta dai centristi della maggioranza. Per i nati nel 2018 sarà confermato con le stesse regole e gli stessi stanziamenti di quest’anno, 185 milioni di euro. Così si è deciso in una riunione dei gruppi con la relatrice Magda Zanoni, Pd. Per gli anni successivi ci sono meno soldi. Toccherà al prossimo governo decidere cosa fare. 

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