Coronavirus, 177 casi in più e 88 morti

L’indomani dell’apertura tra regioni di registra  un incremento in 24 ore di 177 casi. Il trend è in calo: ieri, infatti, si era registrato un aumento di 321. 

In Lombardia sono 84 in più, in diminuzione rispetto a ieri quando erano 237 (pari al 47,4% dell’aumento odierno nel nostro Paese) e 24 in Piemonte. Sono 38.429 gli attualmente positivi ( – 868). Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 161.895, con un incremento di 957 persone rispetto a ieri. Lo rende noto il Bollettino diffuso dalla Protezione Civile.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 20.224 in Lombardia, 4.556 in Piemonte, 2.688 in Emilia-Romagna, 1.319 in Veneto, 883 in Toscana, 394 in Liguria, 2.754 nel Lazio, 1.303 nelle Marche, 830 in Campania, 967 in Puglia, 207 nella Provincia autonoma di Trento, 879 in Sicilia, 213 in Friuli Venezia Giulia, 704 in Abruzzo, 112 nella Provincia autonoma di Bolzano, 31 in Umbria, 108 in Sardegna, 10 in Valle d’Aosta, 102 in Calabria, 125 in Molise e 20 in Basilicata.

“Serve prudenza” – Il peggio sembra essere alle spalle ma guai ad abbassare la guardia. “Siamo ripartiti con la mobilità tra regioni, è stato un sospiro di sollievo per tutti ma serve ancora prudenza perché il Covid è sconfitto ma non è scomparso. Lo abbiamo messo in un angolo ma non e’ scomparso. Abbiamo pagato un prezzo altissimo, oltre 33.000 vite” in Italia “non ci sono più”. Lo ha detto il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, a Rimini per l’inaugurazione dell’Hub nazionale e regionale per la Terapia Intensiva.

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