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Coronavirus, arrivano i droni per i controlli

Ora c’è l’autorizzazione ufficiale dell’Enac, per l’uso dei droni per monitorare gli spostamenti dei cittadini “nell’ottica di garantire il contenimento dell’emergenza epidemiologica coronavirus”.

Via libera all’uso dei droni per monitorare lo spostamento dei cittadini. Lo ha stabilito l’Enac, l’ente di controllo del volo, che indica sia i dispositivi che possono essere utilizzati sia le modalità “per il contenimento dell’emergenza epidemiologica coronavirus”. Fino al 3 aprile, dunque, la polizia locale potrà condurre i controlli “con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto con mezzi aerei di massa operativa al decollo inferiore a 25 kg”.

La multa potrà arrivare fino a 2.000 forse 3.000 euro, il mezzo potrà essere sequestrato o sottoposto a fermo amministrativo. Sono questi i dettagli da mettere a punto, ma sulla necessità di imporre una stretta per fermare chi va in giro non c’è dubbio. Del resto dall’11 al 22 marzo sono stati controllati circa 2 milioni di cittadini e denunciati oltre 92mila.

Intanto, il Viminale cambia il modulo per l’autocertificazione inserendo le modifiche introdotte con l’ultimo Dpcm che ha vietato anche gli spostamenti per il rientro al proprio domicilio.

Nel nuovo modulo il dichiarante deve indicare oltre alla residenza anche il domicilio. Nella prima parte, tra i provvedimenti di cui deve dichiarare di essere a conoscenza, ci sono anche il Dpcm del 22 marzo e l’ordinanza del ministero della salute del 20 marzo “concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone” nel territorio nazionale. Nel nuovo modulo occorre inoltre indicare da dove lo spostamento è cominciato e la destinazione, oltre a giustificare lo spostamento.

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