crisi di governo

La Crisi di governo ha consegnato all’Italia un dibattito squallido. Sono finiti i bei tempi delle discussioni intellettuali in aula, ora se non sai chi sia “Barbapapà” non capisci neanche cosa abbia detto Giorgia Meloni.

Crisi di Governo: il discorso di Meloni il meno sensato

I deputati ed i senatori della Repubblica, sia all’opposizione che alla maggioranza, dovrebbero avere buonsenso. Prepararsi i discorsi e leggerli senza capire quale sia la discussione, parlando giusto per parlare, ha decisamente infognato il dibattito. Uno spettacolo indecente, da un lato e dall’altro: andare alla ricerca di appoggio in parlamento è legittimo, raccattare transfughi poco onorevole. Così come, senza dubbio, poco onorevole e indecente è stato il discorso di Giorgia Meloni.

Un discorso urlato, come si fosse al mercato del pesce appunto. Con tutto il rispetto dovuto alla categoria professionale dei pescivendoli, s’intende. E’ assurdo che per capire il discorso di una deputata alla Camera, leader di Fratelli d’Italia tra l’altro che nei sondaggi è il quarto partito italiano, si debba conoscere la figura del “Barbapapà”. Dare del barbapapà al Presidente del Consiglio dei Ministri, sciorinando offese insensate per un quarto d’ora: una strategia che non paga, soprattutto se si pensa ai precedenti. Se non si conosce quindi il Barbapapà il discorso di Giorgia Meloni risulta completamente incomprensibile. Uno scenario mortificante.

Non va molto meglio Matteo Salvini, leader della Lega, che tira fuori immigrazione ed altri cavalli di battaglia. Entrambi accusano il governo di trasformismo, proprio loro che usufruirono di Razzi e Scilipoti per restare in sella ad un passato governo.

Giorgia Meloni: video da “Pesciarola” per irridere i rivali, ma è autogol
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Giorgia Meloni è così presa dal momento da non rendersi conto che mettersi in ridicolo non sempre paga. Per carità, l’autoironia è importantissima ma non sempre paga dopo un discorso che non è risultato apprezzato. Non a caso un eventuale partito di Giuseppe Conte viene portato tra il 15% ed il 17%, raccogliendo circa un 5% dagli astenuti, un 5% dal M5S ed un 4% dall’elettorato del Pd.

Caso vuole, invece, che il video girato dalla Meloni, in cui si definisce “pesciarola” presentandosi con una cassetta di polistirolo piena di crostacei ed altri prodotti, sia divenuto virale e certamente non in senso elogiativo. Già Andrea Scanzi, noto giornalista anti-destra, l’aveva etichettata come “pescivendola”. Ebbene l’autogol si traduce in sondaggi più favorevoli al Pd ed al movimento 5 Stelle. Sparisce Renzi con Italia Viva, sale Calenda, proprio ai danni di Italia Viva, e scendono ancora Lega e Fratelli d’Italia.

La partita per ora, al netto dei 156 voti al senato (molto pochi a dir la verità), premiano la visione del Governo e delle sue compagini componenti. Staremo a vedere, perché la relazione sulla Giustizia troverà il primo vero ostacolo alla nuova maggioranza.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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