Dalla débacle del Nazareno all’incubo del Carroccio Pentastellato

C’è chi si merita una bandiera stelle e strisce e chi un Carroccio Pentastellato. Questa è l’Italia. Divisa in due sulla politica come su ogni altra cosa. Non c’è ancora nulla di certo e qualcuno grida già al ritorno alle urne. Ma di qualcosa sì, sono convinta: un’ ipotetica maggioranza M5s-Lega sarebbe la più antieuropeista, considerato che nell’Europarlamento M5s sta con Farage e la Lega con Front National e Fpoe.

«Abbiamo già pagato con dieci punti di calo la responsabilità di questi mesi. Non pagheremo ancora.>>

Per lui la notte del voto è stata la più dura dopo quella del referendum del 4 dicembre 2016, che fece seguire le sue dimissioni da Premier. Al Nazaremo già si pensa a correre ai ripari, studiare una “exit strategy” (visto che ci piacciono così tanto le parole in inglese).  In molti a questo punto guardano a Paolo Gentiloni come al possibile leader in questa inevitabile fase di transizione del Pd. Altri pensano a Walter Veltroni.

Ma il vero problema di questa “nuova” Italia è il rebus della maggioranza, con tutto il rispetto per la débacle del Pd. Il centrodestra non avrà da solo la maggioranza. Lo stesso vale per M5s e centrosinistra.  I pentastellati sono il primo partito e, inevitabilmente, perno del Parlamento. Otterrebbero la maggioranza se si alleassero con Lega e/o FI oppure con il Pd. Al di là dell’ipotesi M5s-Lega, ci sarebbe quella di un nuovo Governo tecnico sostenuto da centrodestra e centrosinistra. In questo caso il Movimento cinque stelle sarebbe non determinante. Ma ci sono molteplici soluzioni. Tipo? Una eventuale alleanza tra M5s e Leu che, però, non avrebbe la maggioranza in Parlamento. E torna l’incognita.

 
 
E Salvini?

Direi che il vero ad uscirne vittorioso è lui. Nessuno prima, con la Lega, aveva osato tanto. Siamo onesti, il mantra: “Gli stranieri ci rubano il lavoro!”, è servito e come a racimolare quei voti che dal Sud altrimenti non sarebbero mai arrivati. Certo ha fatto il suo anche la “furbata” di cambiare il nome da “Lega Nord” a semplicemente “Lega”. Del resto lo sappiamo tutti che l’italiano medio ha la memoria corta. Troppo corta per ricordare che alle spalle di questo Carroccio c’è sempre Bossi, il protagonista dello scandalo del 2012  nella distrazione di fondi del partito a favore della sua famiglia. Non sono io a dirlo, ma lo stesso Matteo, che si dice riconoscente verso il fondatore del suo partito.

Beh, dunque, che si fa? Dopo l’elezione di Trump al potere Usa, credo che questa sia la seconda catastrofe politica dei giorni nostri. Accomodiamoci pure, come abbiamo sempre fatto, sui nostri allori immaginari e godiamoci lo spettacolo. Se questo fosse un film sarebbe “Il disfacimento del futuro”. La colpa? E’ nostra, di elettori e politici. La colpa è dell’Italia.

Auguri italiani e complimenti a tutti noi!

Fonte: SoniaSodano.it

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