Ddl Anticorruzione: Governo battuto, passa l’emendamento sul peculato

Alla camera il Governo va sotto con il voto segreto. Passa con 284 voti a favore e 239 contrari l’emendamento di Catello Vitiello del Misto-Maie. Salvini: «Voto in aula assolutamente sbagliato. La posizione della Lega la stabilisco io».
La maggioranza si era divisa sulla questione. La Lega puntava alla riduzione della portata del reato di peculato, mentre il M5S aveva una posizione contraria. Assenti in aula 9 deputati della Lega, Basini, Bitonci, Cecchetti, Centemero, Fugatti, Legnaioli, Segnana, Tonelli e Zanotelli e 9 del M5S, Alaimo, Bologna, Dall’Osso, Ficara, Penna, Perconti, Termini, Varrica, Zolezzi. Il capogruppo della Lega Riccardo Molinari arrivando a palazzo Chigi: “Non siamo stati noi“.

Esulta in aula Mariastella Gelmini “Onestà, Onestà”. “E’ un successo contro il giustizialismo manettaro“. All’interno della Lega si accusa a vicenda. “Che dire: si è mandato un segnale al Movimento Cinque stelle…” dice un deputato della Lega. Versione opposta è quella di un altro leghista, Igor Iezzi: “Sono stati i ‘fichiani’ che hanno mandato un segnale. Cercano una scusa per non votare il decreto sicurezza” e punta il dito sui parlamentari pentastellati vicini al Presidente della Camera come responsabili della sconfitta della maggioranza sul ddl anticorruzione.

Il testo

È un’aggiunta all’art. 323 del Codice penale e stabilisce che “la pena non può essere inferiore a due anni se il fatto del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio consiste nella appropriazione mediante distrazione di somme di denaro o di altra cosa mobile altrui delle quali ha il possesso o comunque l’autonoma disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, nell’ambito di un procedimento disciplinato da legge o regolamento che appartenga alla sua competenza”.

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