Dieta Mediterranea a Paestum: delegazioni alla scoperta della biblioteca del grano e dei fichi superstar del Cilento

È sempre la Dieta Mediterranea, ma nella versione del terzo millennio, quella che oggi fa proprie le nuove scoperte scientifiche sull’alimentazione, sull’ottimizzazione delle materie prime e dei nuovi modi di vivere, in salute e in modo globalizzato. 

E’ stata ed è la Dieta Mediterranea al centro della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che grazie al progetto internazionale MD.net, che ha come capofila la Regione Campania, è riuscita a riunire intorno a Paestum i tredici partner e alcuni degli esempi più interessanti di questa filiera non solo alimentare. 

Infatti, in fiera sono protagoniste le tredici delegazioni per i nove Paesi coinvolti in questo progetto capeggiato dalla Campania: Portogallo con l’Università di Algarve, la Croazia con l’Agenzia di sviluppo regionale della Dalmatia, la Grecia con la Regione di Creta, la Bosnia-Erzegovina con l’Università di Mostar, la Spagna con la Fundación Dieta Mediterránea, la  Camera di Commercio di Siviglia e la Regione della Cataluna, la Slovenia con il National Innovation and Technology Institute, l’Albania con Association of Albanian Municipalities, Cipro con Troodos Development Company e l’Italia che oltre alla Regione Campania è presente con la Regione Emilia Romagna e il Comune di Caltanissetta.

Le attività di promozione e conoscenza si concludono oggi, sabato 27 novembre, con la “study visit” dedicata ai partecipanti, in due realtà eccezionali della Campania.

La prima riguarda Caselle in Pittari e le attività di recupero delle antiche sementi Russulidda – Ianculidda iniziate nel 2008, immesse nel mercato locale con il sostegno della Comunità del Cibo Slow Food “Grano di Caselle”.

La comunità del cibo grano di Caselle raggruppa contadini, ristoratori e panificatori di Caselle in Pittari (SA).  I grani “ianculidda” e“russulidda” sono due grani teneri che venivano coltivati in tutto il Cilento fino agli anni settanta del secolo scorso ed erano destinati a scomparire per sempre perdendone traccia e sapore. Il recupero è quindi l’opportunità per riproporne gusto e sostanza e la comunità del cibo grano di Caselle ne interpreterà il percorso produttivo nell’etica del buono, pulito e giusto. La delegazione visiterà anche la Biblioteca del Grano, un campo sperimentale nel quale vengono coltivate in piccole parcelle, diverse varietà di grano. 

Chiude la giornata di studio la visita alla Santomiele di Prignano Cilento e alla sua produzione eccezionale di fichi, ormai conosciuti in tutto il mondo.  “Abbiamo trasformato un prodotto povero in una materia prima d’eccellenza, con frutti che vengono attentamente selezionati, essiccati al sole e lavorati esclusivamente a mano con maestria da maestri artigiani cilentani”.

In pochi anni Santomiele ha rivoluzionato il mondo dei fichi imponendo una filosofia e costruendo un marchio oggi conosciuto in tutto il mondo, tanto da giungere anche sulla tavola della Regina Elisabetta d’Inghilterra.

Nel borgo antico di Prignano Cilento, la sede ufficiale e laboratorio al tempo stesso è un antico frantoio. Un luogo speciale e fortemente evocativo dove Design, Cultura e Arte si fondono e la bellezza del territorio si esprime in un linguaggio culturalmente stratificato.

Nel 2018 Santomiele è stata candidata all’ONU a New York per rappresentare l’Europa alla giornata dedicata alle piccole e medie imprese. Con un modello di impresa sostenibile sono riusciti a dare valore alle risorse umane e ai prodotti locali, obiettivi dell’agenda 2030 lanciata dalle Nazioni Unite e culminata nell’adozione di una risoluzione ONU approvata dall’Assemblea Generale nell’aprile 2017.

Finanziato dal Programma di Cooperazione Territoriale Europea Interreg Med, MD.net è un progetto che vede capofila la Regione Campania che attraverso la Direzione Generale Autorità di Gestione FSE ed FSC cura le fasi di organizzazione, promozione e realizzazione assieme alla società regionale in house SCABEC – Società Campana Beni Culturali – con il supporto per la parte dei Living Lab del Future Food Institute, uno tra i più accreditati istituti internazionali in tema di educazione e innovazione per lo sviluppo sostenibile a partire dal cibo e dai sistemi agroalimentari. 

 

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