Dietro l’emergenza: la follia di un dibattito anticostituzionale

Dietro l’emergenza, speriamo dopo l’emergenza, c’è un dibattito che suona molto come anticostituzionale. L’ipotesi di eleggere Draghi al Quirinale e fargli guidare, contemporaneamente, il governo. Una follia, questa veramente pericolosa, che condurrebbe l’Italia in un semipresidenzialismo anticostituzionale.

Dietro l’emergenza: la follia di un dibattito anticostituzionale

Dietro l’emergenza, si spera dopo l’emergenza, c’è un mondo da ricostruire. Stavolta bisogna ripensare l’Italia dalle fondamenta, per capire tutto ciò che si è sbagliato durante questi anni e che la pandemia ha, indirettamente, amplificato. Mario Draghi, per fare un paragone con la musica, è un po’ l’auto-tune della politica e la sua nomina da parte di Mattarella lo ha dimostrato: occorre condurre in porto la difficile situazione che già il secondo governo Conte si era trovato a gestire.

L’ipotesi lanciata dal ministro leghista, Giorgetti ha sollevato molti dubbi: Draghi potrebbe guidare il convoglio (del governo) anche dal Quirinale. Una follia che, nell’ambito dell’emergenza, ci ha fatto credere che fosse tutto possibile e che, possibilmente, sia tutto concesso a chi gestisce il Paese. La Costituzione, questa volta davvero e non inutilmente come dicono i no vax italiani, verrebbe incredibilmente violata.

Anche solo l’ipotesi che il Capo dello Stato (il Presidente della Repubblica) si fonda con il Capo del Governo (il Presidente del Consiglio) fa ribrezzo e dimostra l’impreparazione della classe politica. Una figuraccia che, secondo alcuni, avrebbe un fondamento: la preparazione al semipresidenzialismo. Le riforme, però, vanno discusse ed approvate in parlamento, confermate nel caso delle leggi costituzioni con referendum e non, certamente, spiattellate a tavolino.

Si ricordi che, al di là dell’emergenza, la Lega si candida a gestire il Paese come forza di maggioranza (insieme a Fratelli d’Italia) nella prossima legislatura nel 2023. Sotto questa luce le parole del “volto responsabile” della Lega fanno rizzare i capelli. In che guaio sta andando a mettersi il nostro Paese scegliendo questa classe dirigente che è, al momento, in vantaggio nei sondaggi? Una classe politica che pensa di poter cambiare sistema costituzionale in nome del “buonsenso” o dell’umore mattutino. E’ bene chiedersi se, in qualche misura, i politici esposti a destra possano imparare a misurare le parole. Intanto in Parlamento europeo fanno fronte comune con i critici dell’Ue e, quindi, implicitamente danno vita ad un gruppo eversivo.

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Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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