Disintossicarsi dallo smartphone con ios 12

I marchi  hi-tech cominciano a preoccuparsi della nostra dipendenza dai dispositivi digitali che spesso, come noto, può sfociare in autentiche sindromi come la cosiddetta fomo, la paura di rimanere tagliati fuori da notizie e aggiornamenti degli amici. Google lo ha annunciato qualche settimana fa, con l’introduzione di una funzionalità in Android P, la prossima versione del sistema operativo del robottino verde, per allertarci quando stiamo usando troppo il telefono. In generale, Big G ha spiegato di aver progettato l’ambiente focalizzando sul benessere digitale. Adesso anche Apple sembra volersi allineare a questa cura per gli utenti, almeno con la prossima edizione del suo iOS, la 12, in arrivo alla Worldwide Developer Conference della prossima settimana.
Secondo Bloomberg, infatti, Cupertino annuncerà fra le mille feature di cui si arricchirà iOS una sezione dedicata alla ‘digital health’, cioè alla salute digitale, raggiungibile dalle impostazioni generali. Un po’ come quanto spiegato da Mountain View, anche la Mela metterà a disposizione dell’utente ‘una serie di strumenti’ che sottolineeranno quanto tempo trascorre con l’iPhone (o l’iPad) in mano e cosa ci fa. C’è già una miriade di applicazioni che, in modi più o meno precisi, si occupano di tracciare il nostro uso dei dispositivi. Si va da RealizD a programmini più ludici come Forest. Ma nulla era mai stato introdotto direttamente negli ecosistemi iOS e Android se non ricostruendo queste informazioni da soli, per esempio osservando l’uso della batteria su iPhone e le app più utilizzate. Non proprio la stessa cosa.iOS 12 arriverà a settembre, insieme ai nuovi iPhone della famiglia X – o come si chiamerà, forse “nuovo iPhone” – appena una settimana dopo il rilascio di Android P sui dispositivi Pixel e alcuni altri modelli. Come hanno notato in molti, quasi in contemporanea Apple e Google inizieranno dunque a rivolgersi ai propri utenti aiutandoli a mettere ordine nella loro dieta digitale, bilanciando vita reale con quella di fronte allo smartphone. Chissà che questo ‘nudging’all’apparenza controproducente, questa spintarella che punta ad allontanare dal telefono invece che ad alimentarne l’uso, funzioni davvero.

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