Dpcm 3 novembre

Arriva il nuovo Dpcm. Dopo il rimpallo di responsabilità tra Regioni e Governo arriva la firma nella notte. Le scelte di Conte scavalcano i rigoristi ed affida alle Regioni la gestione delle zone rosse.

Il nuovo Dpcm in tre punti: semaforo all’italiana

E’ arrivata poco prima della mezzanotte la firma al nuovo Dpcm. Confermate sostanzialmente le indicazioni che erano state pubblicate nella bozza e quelle riferite da Giuseppe Conte in Parlamento. La più importante delle misure è quella che accende, letteralmente, il semaforo all’italiana suddividendo le zone di rischio nei colori a cui ci eravamo già abituati: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e verdi (più sicure).

Il Governo agisce, quindi, fornendo alle Regioni gli strumenti per chiusure localizzate. Esattamente ciò che, dopo un lungo braccio di ferro, molti Presidenti di Regione avevano chiesto. Nessuno voleva la responsabilità, nemmeno i paladini autonomisti, perché in questa situazione la patata (per usare una metafora abusata) scotta davvero troppo.

Il Corriere della Sera ha riassunto in tre punti la facoltà che il Dpcm concede alle Regioni:

  • Indicare le zone rosse locali, con alto indice di contagio.
  • Chiudere i confini tra le Regioni
  • Chiudere i centri commerciali nel fine settimana

Il Dpcm sarà già attivo da domani, 5 novembre, e sarà in vigore fino al giorno 3 dicembre. Tra le misure che invece sono state confermate a livello nazionale, e che quindi non saranno a discrezione delle Regioni, ci sono la Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, capienza dei mezzi pubblici consentita al 50% e limitazione della mobilità dalle 22 alle 5 del mattino.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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