Dal 16 giugno è disponibile su Netflix la prima stagione di “El Chapo”, la nuova narco-serie creata e prodotta da Silvana Aguirre Zegarra e Daniel Posada che segna la prima coproduzione tra Univision Story House Entertainment e Netflix, produttore anche di Narcos.

La storia, in 9 episodi, parte dagli esordi di Joaquín Guzmán Loera, detto El Chapo, dalle sue origini nei quartieri bassi della Guadalajara, in Messico, fino alla sua ascesa come signore della droga e uomo tra i più ricchi del mondo.

Dopo il grande successo di Narcos, Netflix continua a produrre serie incentrate sul losco mondo dei traffici internazionali di droga e sulle figure più appariscenti di questo ambiente.

Joaquín Guzmán Loera, detto El Chapo, è uno dei più importanti narcotrafficanti sudamericani dai tempi di Pablo Escobar, capo del cartello messicano di Sinaloa. Dagli anni ’90 il suo gruppo si è distinto per gli agguati sanguinosi contro le altre organizzazioni e gli arresti non hanno fatto altro che accrescere la sua forza. Da luglio 2015 El Chapo era latitante dopo essere fuggito dal carcere (per la seconda volta, la prima evasione è stata nel 2001) e l’8 gennaio 2016 è stato nuovamente arrestato. L’ultima cattura è stata alquanto rocambolesca: Sean Penn, intenzionato a realizzare un film sul boss, era riuscito a incontrare El Chapo nel suo nascondiglio. Proprio seguendo l’attore, l’FBI è riuscita a scovare il covo del latitante.

Il male affascina. Il pubblico ama le storie anti-eroi e anche questa serie inchioda gli spettatori alla poltrona, inducendoli quasi a tifare per personaggi dalla morale discutibile, ma indubbiamente intriganti.

Per i già fan del Chapo, vi rassicuro, sono previste altre stagioni; sappiamo, infatti, che le gesta più famose del boss sono le sue fughe impossibili e sono proprio quelle che aspettiamo, vero?

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