Gregoretti, Salvini a processo: arriva l’ok del Senato

Autorizzazione a procedere per il processo a Matteo Salvini. Lo ha deciso il Parlamento, e d’altronde lo aveva chiesto anche lui salvo poi cambiare linea.

Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona nel caso Gregoretti, dovrà sottoporsi a processo. Nessun colpo di scena, nonostante il cambiamento della Lega. Lo stesso Salvini aveva chiesto al proprio partito di votare affinché si procedesse. Spavalderia che poi si è vanificata, ma ormai la frittata era fatta. Al momento della votazione la Lega lascia l’aula, gli altri partiti della destra votano contro e la maggioranza a favore.

Le parole di Salvini tengono sotto scacco l’Italia

La cosa più inverosimile è che un intero Paese, o meglio la sua attenzione mediatica, sia catturato da una vicenda che si risolverà senza nulla di fatto. Non sono soltanto le parole di Salvini. Il processo potrebbe andare avanti per le lunghe e risultare, come probabile, un nulla di fatto.

Intanto il leader della Lega, e qui sta l’errore della maggioranza, continua il processo di auto-martirio.

“Lo sapevo. Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto – dice Salvini all’ANSA -. Lo rifarò appena tornato al governo. Come è stato difendersi in Senato? Surreale. Ho giurato sulla Costituzione, che prevede che difendere la patria è dovere di ogni cittadino. Io ho difeso l’Italia. Ringrazio i senatori della Lega ma noi non cambiamo, andiamo dritti, affrontiamo questa aggressione politica. Sono convinto che la fine sarà archiviazione. Chi vota oggi pensando di vincere sarà sconfitto dalla storia “. 

La maggioranza si fa sentire: “Capo della Lega è in confusione”

“Da mesi il capo della Lega vive in uno stato confusionale, è evidente – scrive sul blog delle Stelle Vito Crimi in un post – . Basta ricostruire le sue dichiarazioni: prima rivendica di essere stato lui a decidere sul caso Gregoretti, poi grida al complotto, affermando che si è trattato di un’azione promossa da tutto il governo. Prima dice di volersi far processare, poi non vuole più, poi vuole di nuovo. Ha cambiato idea talmente tante volte che è impossibile capire come la pensi veramente”.

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Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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