Greta Thunberg e la lotta per la salvaguardia del pianeta: tra social e complottismo

Greta Thunberg, la giovanissima 16enne svedese, è ormai al centro della cronaca giornalistica. Negli ultimi giorni i complottisti di tutto il mondo si sono uniti e scatenati contro di lei. Tra loro, in Italia, la matrice è quella salviniana.

Sono di matrice politica salviniana, i loro profili social sono intasati di post che inneggiano all’odio razziale e sociale. Da Facebook a Twitter, passando addirittura per Instagram, è cominciata la lotta dei complottisti di tutto il mondo, uniti contro la figura di Greta Thunberg.

La ragazzina svedese, attivista di grande successo che un discorso e grazie proprio all’utilizzo dei social, ha mobilitato i ragazzi di tutto il mondo. I millennials sono in rivolta: il pianeta sta morendo ed a ucciderlo siamo noi. Eppure, nonostante una colpa oggettiva, c’è chi, egoisticamente ed anche in maniera pacchiana, insiste nel asserire che questa sia invece la strada giusta ed unica.

Cinquantenni e sessantenni sul web: società e costume che inneggia al disastro

Sono per lo più conosciuti come Haters. Si aggirano sui social, criticano qualsiasi cosa capiti loro a tiro, e scrivono stati/post (spesso sgrammaticati e senza un filo logico) in cui esprimono le loro idee. Le frasi più ricercate sono: “scendiamo in piazza”, “aprite gli occhi”, “nessuno ci dice la verità”, etc…

Sono per lo più persone tra i 50 ed i 60 anni, votano per Matteo Salvini, sono suoi grandi sostenitori politici, e credono a qualsiasi tesi complottistica esistente. Il punto fondamentale che, però, unisce questa stratificazione media, il cui livello di istruzione è variegato, è la rabbia sociale e critica contro i giovani: i millennials in particolare. Lontani da loro “sempre connessi” con “le teste nei telefonini”, gli “incapaci di organizzarsi, di lottare per i loro diritti”, gli “amebi”. Ebbene questi ragazzi stanno dimostrando di saper combattere, ma a loro non importa perché secondo le tesi complottiste: “Ci sono le lobby dietro la figura di Greta Thunberg”.

La lotta dei millennials ed il nuovo vento ambientalista: l’uomo si rinnoverà o scomparirà

L’uomo sta volgendo la prua della nave verso un futuro che non porta da nessuna parte. E’ una cascata quella che ci aspetta, e la caduta nel vuoto farà andare in pezzi l’imbarcazione. Il tema ambientale è diventato mainstream da ormai quasi tre anni, quando nel 2016 le riviste specialistiche spiegarono che il 50% della popolazione mondiale non avrebbe più avuto accesso all’acqua potabile a partire dal 2032 si ipotizzava una migrazione di massa.

Nel 2050, scrivono gli scienziati, la situazione sarà irrimediabile se la nave non cambierà rotta. Dal 2001 ad oggi, e questa è la realtà che hanno conosciuto i millennials, si sono concentrati i 16 anni più caldi che l’umanità abbia mai conosciuto. Il risultato è ben 8 isole indonesiane sono quasi totalmente sparite, che il livello dell’acqua si è alzato di 19 cm, che le nostre spiagge si stanno man mano sempre più riducendo, e che ogni estate i ghiacciai dei poli si sciolgono man mano ed entro il 2050 non esisteranno più.

In questo scenario, da cui ci mettono in guardia, c’è chi pensa che dietro Greta ci siano delle lobby. Bene, ben vengano le lobby se hanno delle direttive giuste. Ben vengano le auto elettriche, ben venga l’industria innovativa e ben vengano i segreti se porteranno a non autodistruggerci. Greta è divenuta il simbolo di questo cambiamento, e la sua portata deve divenire globale per il nostro bene.

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Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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