Il caffè napoletano patrimonio dell’umanità (VIDEO)

Perché il caffè svizzero si e quello napoletano no? I napoletani non ci stanno e parte la petizione per far diventare l’espresso napoletano patrimonio dell’umanità.

Dopo il pizzaiolo arriva la petizione per far diventare l’espresso napoletano patrimonio dell’umanità. Tutti possono firmare, la petizione è partita  dal Gambrinus in occasione della giornata nazionale del caffè sospeso.

L’evento è stato coordinato da Massimiliano Rosati e Michele Sergio ed è stato sostenuto dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. “Il caffè tipico napoletano e il modo in cui viene realizzato è un’altra eccellenza che merita un riconoscimento internazionale – ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli a Il Mattino di Napoli- non solo per tutelarlo da improbabili imitazioni che si trovano in tutto il mondo, ma anche perché al caffè sono legati tanti importanti momenti culturali della nostra città”.

Il caffè sospeso per regalare un sorriso a chi non può permetterselo, il caffè dopo la sfogliatella, il caffè per  aiutare gli studenti nella preparazione di un esame, il caffè non serve come scusa per i cinque minuti di pausa dal lavoro, prendere il caffè è un rito che serve a rilassarsi e ad assaporare a pieno le gioie della vita. Una nota pubblicità degli anni ottanta diceva ” Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è”, noi aggiungiamo che  sicuramente il caffè napoletano è quello buono e merita di diritto di diventare patrimonio dell’umanità, ma anche senza riconoscimento per i napoletani lo è già assieme alla pizza, il babà, la sfogliatella, Troisi, il presepe, Spaccanapoli e tutte quelle meraviglie che sono già un’istituzione a livello nazionale.

Le firme sono già più di mille e non c’è dubbio che i napoletani, ma anche tutti i turisti del resto d’Italia che passano di li, riusciranno a raggiungere il loro obbiettivo.

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