Il caso Google-Huawei, cosa succederà ai nostri smartphone

Huawei è già entrata in trattativa con Google per cercare di trovare una soluzione dopo lo stand by di tre mesi concesso dalla Casa Bianca.

 Il Dipartimento del Commercio Usa ha annunciato lunedì che rinvierà di 90 giorni l’inizio del divieto delle aziende americane di avere relazioni commerciali con alcune aziende considerate pericolose per la sicurezza nazionale, per dare tempo al colosso cinese e ai suoi partner di adattarsi all’ultima stretta di Washington. Huawei è già entrata in trattativa con Google per cercare di trovare una soluzione dopo lo stand by di tre mesi concesso dalla Casa Bianca. I due gruppi stanno negoziando per trovare una risposta «al divieto degli Stati Uniti di vendere apparati al gigante cinese degli smartphone», ha dichiarato il fondatore del colosso Ren Zhengfei. I problemi sul tavolo sono diversi, soprattutto per gli utenti.

Gli effetti della decisione di Google sono due, intrecciati ma distinti. Il primo riguarda il sistema operativo Android, che potrà essere utilizzato solo nella sua versione “pubblica”.  questo non significa che Android scomparirà dagli smartphone Huawei ma che ogni aggiornamento richiederà maggiore sforzo da parte di Huawei, perché la versione pubblica di Android è più povera e l’integrazione di nuove funzionalità potrebbe essere più lenta e anche meno sicura.

Huawei dal canto suo rassicura tutti.  «Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti i prodotti Huawei e Honor esistenti, ovvero smartphone e tablet già venduti o già in vendita a livello globale. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza per tutti gli utenti a livello globale». Sarà dunque Huawei a eseguire gli aggiornamenti della sicurezza? Così sembra dalla nota. E che cosa succederà alle app Google installate, come verrà gestito il loro aggiornamento? Questo ancora non è chiaro.

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