In migliaia in protesta contro Trump: arresti durante la cerimonia di giuramento

Nel pomeriggio italiano di venerdi 20 gennaio, Donald Trump si è insediato come 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, succedendo agli otto anni di governo di Barack Obama. Già lo scorso dicembre, quando il candidato repubblicano ha battuto la democratica Clinton, si sono sollevati dubbi e perplessità sulla sua persona, e anche in queste ore la gente sta facendo sentire il proprio dissenso verso il magnate.

Già qualche ora prima della cerimonia ufficiale per l’insediamento di Trump, migliaia di persone si sono scontrate con la polizia manifestando il loro risentimento e il loro disappunto per quanto accaduto circa un mese e mezzo fa.  Peter Newsham, capo della polizia cittadina, ha confermato che sono state arrestate 217 persone che hanno poi passato la notte in cella mentre il 70enne Trump e la sua folle festante, insieme con i massimi dignatari americani, si radunavano al National Mall per la cerimonia di giuramento.

Ma non solo. America Ferrera, attrice nota per la serie tv Ugly Betty, ha lanciato un feroce appello contro il neo presidente americano. “Siamo tutti sotto attacco e solo noi possiamo proteggerci a vicenda. Restiamo uniti e marciamo insieme per i prossimi quattro anni” sono state le parole della nota attrice, mentre manifestazioni si sono avute in molte capitali e città come Roma, Milano, Stoccolma, Londra, Atene, Berlino e Parigi. Secondo le principali fonti di informazione,sono circa 2,5 milioni i manifestanti che hanno aderito alla marcia delle donne organizzata nelle principali città europee e non contro l’insediamento di Trump. The Womens March, un’iniziativa lanciata su Facebook e divenuta in poche ore un evento a cui hanno partecipato migliaia di persone, è stato il messaggio più forte arrivato dopo il giuramento del nuovo presidente americano. Migliaia di persone, infatti, si sono riversato subito per le strade di Washington, oltre 500.000 persone hanno marciato lungo le principali arterie della città, tutte le generazioni americane – dai più grandi ai più piccoli, uomini e donne – hanno paralizzato la capitale americana per dare forma alla protesta contro un presidente che, a loro detta, “non li rappresenta”. Tra le migliaia di persone, non si contano anche coloro che hanno partecipato alla manifestazione Pussyhat, un’idea lanciata da due amiche californiane e diventata subito fra i simboli della protesta che prevede di indossare dei cappellini rosa.

La protesta contro Trump, quindi, è globale e anche nei prossimi giorni si attendono migliaia di persone nelle piazze di tutto il mondo.

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Giuseppe Secondulfo

Mi chiamo Giuseppe Secondulfo e sono uno studente laureando in lingue e letterature straniere presso l’Università di Napoli l’Orientale. Amo scrivere di calcio, reportages, e di attualità estera di cui sono un grandissimo appassionato. Nel tempo libero amo leggere, guardare documentari sull’arte, la cucina, approfondire la conoscenza delle lingue straniere e viaggiare. Sono un appassionato, oltre che del calcio, anche di tennis e di basket.

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