Megaride, due appuntamenti d’arte e cultura nel week end

Domenica 23 Aprile ore 09.45 – La Certosa di San Martino tra “invisibile” e “visibile”

Visita ai Sotterranei e alla Chiesa con Museo. L’«incontro culturale Megaride» inizierà dai Sotterranei Gotici, ambienti delle fondamenta trecentesche della Certosa, dove tra immensi contrafforti ed archi a sesto acuto, si avrà la sensazione di ritrovarsi in una cattedrale gotica al cui interno è presente una delle più importanti collezioni scultoree, autentica testimonianza della produzione artistica a Napoli. Successivamente si procederà nei sontuosi ambienti della Chiesa e del Museo per entrare nel vivo di quello che è uno dei monumenti simbolo di Napoli per la sua storia e la sua magnificenza. Una storia ed una magnificenza che parlano di frati certosini, committenze e artisti operanti a livello internazionale.

Domenica 23 Aprile ore 10.00 -Picasso a Napoli

Nel 1917 Picasso compie un viaggio in Italia insieme a Jean Cocteau per iniziare a lavorare sul sipario di Parade, il balletto ideato dallo stesso Cocteau e che andò in scena a Parigi nel maggio dello stesso anno. Durante il soggiorno, l’artista si è soffermato a Roma, Napoli e Pompei. Parade annuncia nella concenzione plastica una rottura dalle esperienze cubiste. È una tela immensa, dipinta con colori a tempera: un’opera straordinaria, lirica e malinconica assieme, di grande intensità emotiva La mostra mette in evidenza, non solo come l’artista sia stato influenzato fortemente dalla cultura partenopea in relazione alle incisioni di Achille Vianelli, autore di Scene popolari a Napoli, edite nel 1831, ma anche il legame fortissimo con la decorazione parietale di Pompei. Durante il suo soggiorno a Napoli, avvenuto assieme all’impresario dei Balletti Russi Sergej Diaghilev, al coreografo Léonide Massine e al poeta Jean Cocteau. Visitarono Napoli da turisti, ne restarono affascinati.

Un viaggio che influenzò il suo percorso artistico, segnando l’abbandono del cubismo e l’approdo alla fase neoclassica. Vi ritornò in aprile dello stesso anno. Esemplare del fascino esercitato dalla città partenopea su Picasso è una dedica scritta su una foglia di alloro che Picasso raccolse tra le strade di Pompei una foglia di alloro «Al mio amico Apollinaire»: «Pompei chiude alle quattro, Napoli non chiude mai, è una performance non stop»

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Cultura a Colori