I cento giorni di Trump, Francia alle urne, la festa della “Liberazione” e la Juventus in semifinale. Ciao, ciao aprile…

Caro diario,

i cento giorni della presidenza Trump sono volati via e non tutte le promesse sono state mantenute. A bloccare l’ospite della Casa Bianca la legge e la costituzione americana, ancora una garanzia. Eppure dal rischio di una guerra nessuno sembra poter salvare il mondo: ormai la tensione è tale che si potrebbe presumere di essere tornati al 1962. In quell’anno la Russia poteva forzare il blocco navale statunitense che voleva impedire ai sovietici di installare testate nucleari a Cuba. Quante analogie con l’attuale situazione: la crisi coreana coinvolge anche Corea del Sud e Cina, mentre la Russia guarda più al Medio Oriente.

In Francia il primo turno delle presidenziali i francesi hanno scelto Le Pen contro Macron per il ballottaggio. Il secondo è in vantaggio sulla prima, ma non è detto che l’Europa sia salva con il leader di En Marche. Per la prima volta dal ballottaggio escluso il candidato socialista, il che è già di per sé una notizia ed un duro colpo. La sinistra sta morendo in tutto il mondo, mentre il populismo dilaga e gli Stati Nazionali, con i nazionalismi, cercano di risorgere.

Nel nostro Paese abbiamo festeggiato il 25 aprile come la festa della Liberazione. L’allontanamento del regime fascista e la sconfitta del nazismo, ma anche la fine della seconda Guerra Mondiale. Un evento storico ma che non sembra sia servito per ricordare all’Europa ed all’America che certi errori non vadano commessi più.

Nel calcio la Juventus continua il cammino in Champions League. E’ un mese d’oro per i bianconeri che hanno praticamente quasi chiuso il campionato italiano, sconfitto il Barcellona approdando alle semifinali e guadagnato anche la finale di Coppa Italia. Non gira per niente bene alle altre grandi: la Roma non è più la stessa e, proprio domenica, ha perso il derby mentre il Napoli, battendo l’Inter, si porta a -1 dal secondo posto. Inter e Milan sono in caduta e per il prossimo anno si prospettano due rivoluzioni. Società gloriose decisamente ridimensionate che pensano già all’avvenire.

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Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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