Il 23 settembre moriva il poeta Pablo Neruda

Il 23 settembre 1973 moriva Pablo Neruda. Il poeta cileno più famoso, soprattutto per le sue poesie d’amore.

” Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l’ombra e l’anima…”

Le sue poesie incantano ma, Neruda, non fu solo un famoso poeta. Attivista del partito comunista, subì innumerevoli censure.Fu costretto a scappare quando si oppose al governo del Presidente Gonzalez Videla. Il suo esilio lo portò in giro per il mondo. Trascorse un breve periodo anche a Capri e poi ad Ischia. Permanenza che fu raccontata da Troisi nella meravigliosa pellicola “Il Postino”. Torna in Cile nel 1952, quando il governo di Videla era al termine e Allende candidato alla presidenza. Nel 1971 vinse il Nobel per la letteratura. Prima di morire assistette al disfacimento del governo democratico cileno e al colpo di Stato del generale Pinochet dell’11 settembre. Durante la dittatura i militari cominciarono a vessarlo con innumerevoli perquisizioni ordinate dal generale golpista. Durante una di queste, Neruda avrebbe detto ai militari “Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia”.

Decise di scappare, a causa delle continue vessazioni. Mentre attendeva di poter espatriare in Messico però si ammalò e venne ricoverato in una clinica di Santiago. Morì il 23 settembre 1973, ufficialmente per un cancro alla prostata, ma  recenti testimonianze,  avvalorano l’ipotesi che il poeta fu  assassinato per volontà di Pinochet  mediante una misteriosa iniezione.

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