Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish vincono il Nobel per la fisica.

E’ stato assegnato stamattina il premio Nobel per la fisica ai teorici che hanno contribuito a scoprire le onde gravitazionali.

Questo fenomeno, previsto da Einstein con la teoria della relatività, è stato osservato per la prima volta nel 2015 dall’antenna americana Ligo. Un’altra osservazione è stata confermata ad agosto di quest’anno anche dall’antenna italiana Virgo, lo strumento dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) che si trova a Càscina ed è stata menzionata espressamente nell’annuncio del premio. 

I tre vincitori sono gli americani Kip Thorne del California Institute of Technology, che era anche stato il consulente scientifico del film Interstellar, Rainer Weiss  del Massachusetts Institute of Technology e Barry Barish, anche lui del Caltech. A Weiss andrà metà del premio di 940mila euro. Thorne e Barish divideranno l’altra metà. I tre hanno ricevuto il Nobel “per il contributo decisivo al rilevatore Ligo e all’osservazione delle onde gravitazionali”.

Un grandissimo applauso e un brindisi hanno accolto, nella sede dell’Infn a Roma, la notizia del Nobel, “Questa volta è stata premiata la globalità della scienza”, ha detto il direttore dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego) che gestisce Virgo, Federico Ferrini.

Previste un secolo fa dalla teoria della relatività di Albert Einstein, le onde gravitazionali sono state scoperte da due grandi collaborazioni internazionali, l’americana Ligo e l’europea Virgo, alla quale l’Italia collabora con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Le onde gravitazionali sono le ‘vibrazioni’ dello spazio-tempo provocate dai fenomeni più violenti dell’universo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernove o il Big Bang che ha dato origine all’universo. 
Viste per la prima volta nel settembre 2015, la loro scoperta è stata annunciata l’11 febbraio 2016 e adesso è stata finalmente premiata da un Nobel molto atteso. Come le onde generate da un sasso che cade in uno stagno, le onde gravitazionali percorrono l’universo alla velocità della luce creando increspature dello spazio-tempo finora invisibili. Poiché interagiscono molto poco con la materia, le onde gravitazionali conservano la ‘memoria’ degli eventi che le hanno generate. 
La scoperta delle onde gravitazionali è stata anche la conferma definitiva della teoria della relatività generale. Erano infatti l’unico fenomeno previsto da questa teoria a non essere stato ancora osservato.

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