Stop al cyberbullismo, arriva Kaitiaki (video)

Il web può essere un mondo meraviglioso se lo si sa sfruttare con intelligenza. Molti, ovviamente, non lo fanno e non sono consapevoli della potenza di tale mezzo. Circa 11 milioni di ragazzi, tra gli 11 e i 16 anni, subiscono ogni giorno episodi offensivi e violenti. Come è possibile che molti genitori non se ne rendano conto? Cosa si può fare per intervenire tempestivamente e bloccare qualcosa che è già sotto gli occhi di tutti?

Qualcuno si è posto la nostra stessa domanda. Abbiamo parlato con Fabrizio Macchia, direttore operativo di Kaitiaki. Un’innovativa applicazione per il web che consente ai genitori di poter tener sotto “controllo” i figli. Niente di paragonabile ad un genitore impiccione che va a curiosare nel cellulare del figlio, tranquilli. La privacy dei ragazzi viene sempre tutelata e messa al primo posto. E allora come funziona?

L’applicazione utilizza un’innovativa tecnologia di intelligenza artificiale che sfrutta combinazioni di approcci diversi: elaborazione linguistica naturale, psicometria, funzionalità basate su statistiche e caratteristiche semantiche che consentono, a Kaitiaki, di analizzare e interpretare le intenzioni dell’autore del messaggio di un post sui social, di foto o immagini inviate, di gruppi o pagine frequentate che riguardano il cyberbullismo, l’hate speach o anche l’autolesionismo. Riconosce comportamenti a rischio, se l’autore del messaggio è un bullo, una vittima o un testimone e solo allora invia segnali di allarme. Informa il minore e i genitori su eventali soluzioni ed individua l’autore dell’offesa.

Ma arrivati a questo punto forse il danno è già stato fatto. Bisogna considerare che su più di 3 milioni di famiglie con minori connessi ad internet, in Italia, solo 650 mila sono consapevoli del problema bel bullismo online. Cyberbullismo, hatespeech, sexting, child grooming, diverse sfaccettature di un disagio che rischia di segnare per sempre i “nostri” ragazzi.

Quando abbiamo capito che il problema non riguardava solo famiglia ma anche le altre associazioni ed istituzioni sociali come la scuola, basandoci su analisi statistiche fatte, ad esempio da Edu Kids, si è capito che ci sono due criteri essenziali:

il “non ti vedo” e quindi ti posso dire qualsiasi cosa e siccome non ti vedo non devo rendere conto a nessuno di quello che dico.

A questo punto nasce Kaitiaki edu, uno strumento educativo per rendere i ragazzi più consapevoli e partecipativi sugli effetti di cyberbullismo ed hate speech. Questo strumento coinvolge i ragazzi attraverso una interazione diretta con l’intelligenza artificiale, in una parte dell’aula d’informatica, ad esempio, riporteranno in maniera anonima, su computer tablet etc, cosa hanno sentito o hanno detto , identificando il bullo, la vittima e il testimone.

Queste due applicazioni al momento sono in fase di test, da gennaio in poi l’applicazione per le famiglie sarà rilasciata a pagamento, invece per le scuole continuerà ad essere gratuita. Kaitiaki è una start up innovativa a vocazione sociale, sul territorio che è l’italia. Ogni giorno testiamo la robustezza dell’applicazione, si valuta l’esperienza degli utenti in modo da renderla più efficiente in modo che quando uscirà sarà fruibile facilmente a tutti.

Vi lasciamo il link per chiunque ne abbia bisogno.

http://www.kaitiaki.it/

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