Fabrizio Corona va in comunità terapeutica

Dopo un anno e quattro mesi di prigione Fabrizio Corona è stato scarcerato e andrà in comunità terapeutica a Limbiate, nel milanese, per sottoporsi a delle terapie per la disintossicazione psicologica dalla cocaina.

Fabrizio Corona esce dal carcere. Il giudice della Sorveglianza di Milano, Simone Luerti, accogliendo un’istanza del legale dell’ex agente fotografico, l’avvocato Antonella Calcaterra, ha concesso l’affidamento provvisorio e terapeutico in una comunità. I suoi legali hanno sempre messo in luce, infatti, il suo stato di ex tossicodipendente.
Il giudice ha così deciso che durante il giorno l’ex re dei paparazzi starà in comunità e alla sera rientrerà a casa, con divieto assoluto di uscita. Corona, poi, non potrà usare i social e non potrà avere contatti con la stampa.

“Sono contento perchè esco, ma incazzato perchè ci sono voluti 16 mesi, quando bastavano 16 giorni. Sono un uomo diverso, con una maggiore consapevolezza e ho pagato 8 milioni di tasse”, così Fabrizio Corona avrebbe commentato la sua scarcerazione stando a quanto riportato dal suo legale Ivano Chiesa.

Corona era tornato in carcere nell’ottobre del 2016 per l’ormai nota vicenda dei contanti per circa 1,7 milioni di euro trovati in un controsoffitto: con la sentenza di condanna a un solo anno e con la quale, però, era caduta l’accusa principale di intestazione fittizia di beni, era stata anche revocata l’ordinanza cautelare. Dopo l’arresto, ad ogni modo, la Sorveglianza aveva revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali che era stato concesso nel giugno 2015, dopo anni di carcere.

Corona era prima andato nella comunità di Don Antonio Mazzi e poi era tornato a casa sua con la concessione dell’affidamento «sul territorio», fino al nuovo arresto. Ora continuerà il suo percorso in affidamento terapeutico in un’altra comunità.

Il suo «fine pena», come risultava dall’ultimo provvedimento della Sorveglianza di settembre, è previsto per il 15 febbraio 2022 e, quindi, a fronte di un cumulo di pene per le varie condanne di 8 anni e 8 mesi, deve espiare ancora circa 4 anni.

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