Camilleri: “Morirò quando non potrò più scrivere”

Andrea Camilleri ha ricevuto il titolo di ‘Distinguished Professor’ (Professore emerito honoris causa) dall’Università degli studi di Roma Tor Vergata. In un’ aula affollata da giovani ha consegnato ai giovani dottori di ricerca una preziosa lezione sulla vita.

”Io morirò lo stesso giorno in cui non potrò più scrivere”. Davanti a un’Aula Magna di oltre 200 neo dottori di ricerca, tutti in piedi con il tocco in testa ad applaudire, Andrea Camilleri, il papà del Commissario Montalbano, scrittore, regista e sceneggiatore tradotto in tutto il mondo, racconta così la passione della sua vita ricevendo il titolo di Distinguished Professor (Professore emerito honoris causa) conferitogli dall’Università degli studi di Roma Tor Vergata. ”Memoria civile di almeno quattro diverse generazioni, dalla Seconda guerra mondiale a oggi”, si legge nelle motivazioni, mentre lui, con la sua proverbiale ironia, lancia un ”è una parola” quando il Rettore Giuseppe Novelli lo invita a salire sul palco.

”La cecità mi impedisce una quantità di cose – spiega – La più grave indubbiamente è non poter più vedere la bellezza femminile. La seconda, certo, è non leggere più Dante. Per uno scrittore diventare cieco è come per un operaio perdere le braccia. Carlo Bo diceva ‘Non so se la mia vita l’ho vissuta o l’ho letta’. Ecco, io l’ho scritta. Pirandello invece sosteneva che la vita lo scrivi o la vivi. Non sono d’accordo, si possono fare entrambe le cose assieme. La difficoltà della cecità non mi ha impedito di continuare a scrivere, con qualche sotterfugio e imparando a dettare. È stato un gesto coraggioso in età avanzata, quando invece si ha voglia di lasciare tutto. Io vorrei lasciare tutto questo coraggio a voi giovani”.

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