Max Puglia: “Il Bagnoli Jazz Festival per la riqualifica del territorio”

Dal 4 al 6 maggio, Bagnoli sarà teatro – per la quinta volta nella sua storia – del Bagnoli Jazz Festival, che richiamerà sul palco artisti provenienti da tutto il mondo. La redazione di Cultura a Colori, media partner dell’evento, ha intervistato Max Puglia, mente pensante dell’evento.

Come è nata la sua passione e quando ha iniziato la sua carriera?
“A dieci anni ha visto Gatta Cenerentola e quando ci fù una domanda se volevo fare un attività extra a scuola io dissi la chitarra e di li è iniziata questa passione. Ho inizia con un maestro di musica tradizionale, poi mi so appassionato in età adulta al jazz, ho fatto delle master class con musicisti americani che venivano qui, mentre una quindicina di anni fa è nata la passione per il flamenco”.

Nel suo lavoro, cosa le ha dato più gioia? Quale successo ricorda con più piacere?
“Ho tre ricordi in particolare che mi piace ricordare con maggior partecipazione. Il primo, è quando sono stato sul palco dell’ultimo concerto di Miriam Makeba a Castel Voltuno per gli Stati Generali, per me è stato emozionante condividere il palco con lei che è morta sul palco quella stessa sera. Dopo pochi mesi ho suonato in America fra Philadelphia, New York e Baltimora e dopo qualche anno ho coronato il sogno di suonare con Antonella Ruggiero all’Arenile di bagnoli. Poi ho avuto molte esperienze, non ultima la settimana scorsa con da Renzo Piano a L’Aquila. Queste sono le gioie che ricordo con più affetto e con più trasporto”.

Cos’è e come e nata l’idea del Bagnoli Jazz Festival? Chi prenderà parte quest’anno?
“Nel 2010 ho messo su una associazione “Bagnoli Power” che è un associazione di musicisti perché Bagnoli è fucina di operai e musicisti. Dopo quattro o cinque tentativi di feste con musiche disparate e artisti diversi, nel 2012 con l’aiuto dell’Arenile e del suo direttore abbiamo iniziato questa avventura. Oggi siamo giunti alla quinta edizione, ma va detto che siamo stati fermi due anni per mancanza di fondi. Il Bagnoli jazz Festival è autogestito, i musicisti invitati vengono a suonare in maniera gratuita, con lo sponsor che paga permessi, palco e luci, anche se le persone coinvolte sono parecchie. Quest’anno abbiamo tematizzato, nella prima giornata, che è quella del quattro maggio, ci sarà il Flamenco Night, con la partecipazione di Luisa Lojo Garcia, una ballerina andalusa di stanza a Napoli con il suo corpo di ballo, poi ci sarà una band la “Flamenco Napuleno  Band” che fanno le canzoni napoletane classiche con i ritmi del flamenco. Poi sul palco salirà Lucio Pozone, da L’Aquila, e poi ci sarà Mirko Gisonte. La seconda serata è un contenitore di musiche con richieste di persone che volevano ascoltare musiche diverse, ci saranno realtà territoriali ed extra. La serata si chiama “Around the world”. Ci sarà una band under 14 che si chiama 4.0 Band, poi una cover band dei rem e ancora la paranza di Zi Riccardo e poi Mc Mariotto che il rap della zona flegrea.
L’ultima serata, quella di domenica sei maggio, è quella più jazz, ma non tocca il jazz classico. La serata si chiama “Napolefusion”,  apre il concerto Divieto di Swing”, lo segue Sasa Mendosa con il suo brasilian jazz e i Popularia che è l’orchestra italiana di Renzo Arbore. Poi la scrittrice Daniela Vellani che da poco ha pubblicato un libro sul jazz di didattica all’ascolto, racconterà delle storie sul jazz stesso. Presentano le serate Gaia Moschetti e Giuseppe Pepe. Non abbiamo velleità particolari, nessuno scopo economico e gli scopi so sociali per la riqualifica del territorio”.

Quale Festival le ha dato di più?
“In questo festival io non suono perché non voglio che la tematica venga confusa con l’arroganza di chi vuol stare su un palco a tutti i costi. Più si cresce e più il festival è importante, voglio ricordare il Bologna Jazz Festival che è importante, ho suonato nel teatro di Budrio ospite con noi Horacio El negro Hernandez. Li siamo stati trattati veramente come ospiti internazionali”.

Progetti futuri?
“Ho una carriera solista e sia una carriera parallela con altri due chitarristi – Nico di Battista e Francesco Cavaliere – e in tre formiamo l’Hermanos Trio. Nel prossimo futuro esce Nuovo Flamenco Napoletano, un cd di musiche mie, e il nuovo e terzo disco degli Hermanos con l’aggiunta di un quartetto d’archi. Le uscite sono previste per giugno e settembre”.

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Giuseppe Secondulfo

Mi chiamo Giuseppe Secondulfo e sono uno studente laureando in lingue e letterature straniere presso l’Università di Napoli l’Orientale. Amo scrivere di calcio, reportages, e di attualità estera di cui sono un grandissimo appassionato. Nel tempo libero amo leggere, guardare documentari sull’arte, la cucina, approfondire la conoscenza delle lingue straniere e viaggiare. Sono un appassionato, oltre che del calcio, anche di tennis e di basket.

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