Instagram e il “filtro” contro il cyberbullismo

Il consolidarsi dei  social ha dato sempre più peso alla cultura dell’apparire. Quanti selfie ci scattiamo prima di pubblicarne uno? In fondo rimaniamo un pò male quando il nostro scatto non riceve le visualizzazioni sperate? Soprattutto tra i giovani la consapevolezza di se stessi passa attraverso gli occhi degli altri. Così cedere sotto il peso delle critiche che arrivano dallo schermo di un cellulare è veramente molto facile. Instagram non ci sta e cercando di proteggere i membri più giovani della community  ha deciso di agire “inventando” il filtro contro il cyberbullismo.

Che lo si voglia o meno, Instagram è diventato una vetrina su cui la gente si sente in diritto di sparlare e vomitare cattiverie per sfogare le proprie frustrazioni. L’applicazione ha sempre sostenuto di  combattere tale fenomeno. Infatti già l’anno scorso il social network aveva annunciato l’utilizzo del machine learning contro spam e commenti offensivi in otto lingue oltre quella inglese. Ora è stato introdotto un altro tipo di filtro che si muove per identificare commenti che contengano attacchi all’ aspetto fisico o al carattere di una persona, nonché minacce alla sua sicurezza.  Il filtro è stato rilasciato globalmente e attivato in automatico ma se qualcuno non sentisse  di averne bisogno potrà  disabilitare la funzione andando nelle impostazioni alla sezione commenti.  A dare l’annuncio della novità il  co-fondatore e ceo di Instagram, Kevin Systrom.

“Non tolleriamo il bullismo su Instagram, si tratta del passaggio successivo nel nostro impegno costante nel mantenere Instagram un luogo aperto a tutti e solidale tutte le voci”.

Come funziona il filtro?

Il nuovo filtro si basa sul Deep Text, elaborato da Facebook, che si basa sull’utilizzo di reti neurali e strumenti di apprendimento automatico che saranno in grado di evolversi così come si evolve la “minaccia”. In sostanza esiste una black list di parole che verranno bannate e che l’utente non riceverà. In questo modo i commenti offensivi non arriveranno mai a destinazione.  È anche possibile inserire delle parole chiave specifiche che ogni utente vuole  vengano visualizzate nei commenti ai suoi post.

A quanto pare i fondatori di Instagram fanno sul serio. Non possiamo che esserne felici sperando che anche gli altri social seguano il loro esempio al più presto

 

 

 

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