Cultura e Lavoro, Flora Frate (M5s): “Taglio vitalizi e scuola le priorità. Sociologi? Vi spiego la mia battaglia”

Una vera e propria ventata di novità, un ciclone che punta a scuotere fortemente l’assetto politico europeo ed italiano. Le elezioni del 4 marzo hanno consegnato, dopo 88 giorni di travaglio istituzionale, un governo in cui il Movimento 5 Stelle recita da protagonista. di Daniele Naddei

Sui progetti, le aspettative, e le prime azioni di questa nuova avventura politica ha risposto Flora Frate, deputata del Movimento 5 Stelle. 

Entrare nello specifico del programma e del contratto di Governo. Dopo giorni di monopolio Salvini sulle scelte e sulle azioni della nuova intesa Lega-5Stelle ecco che i grillini si riprendono la scena. Il tema del taglio dei vitalizi parlamentari arriva in Camera e Senato, e la promessa è vicina ad essere mantenuta.

“Il taglio dei vitalizi è una battaglia storica del Movimento 5 Stelle, uno dei tratti geneticamente fondanti della nostra identità – aggiunge Flora Frate -. Va riconosciuto al Presidente della Camera, Roberto Fico, di aver lavorato a questa delibera fin da subito. Sappiamo che è un tema che fa storcere il naso a molti. Tanti ex parlamentari minacciano di intraprendere azioni civili. Ma stiamo scherzando? Sul taglio ai vitalizi dico una cosa semplice: qui parliamo di parlamentari che, anche con una sola legislatura, incassano una pensione che i nostri pensionati, dopo una vita di lavoro, non hanno mai visto. Per non parlare dei giovani, che una pensione non la vedranno mai. Trovo moralmente scandaloso questo atteggiamento al cospetto di milioni di italiani che vivono nella più totale indigenza. Con questa delibera si risparmieranno 40 milioni di euro. Soldi in più nel bilancio dello Stato. Certo, non basteranno a risolvere i problemi del paese, ma sono comunque soldi in più da investire per il benessere dei cittadini.  Non si tratta di un provvedimento isolato, ma di un`idea diversa della società. In tal senso si colloca anche il Decreto Dignità, che affronta il tema spinoso del precariato. Insomma, l`Italia che abbiamo in mente è un paese più giusto e solidale”.

Scuola: lo smantellamento della riforma voluta da Renzi

Un’attenzione particolare dedicata soprattutto al mondo della scuola:

“Quello della scuola è un mondo che a me sta particolarmente a cuore – ha spiegato l’onorevole Frate -. Non soltanto perché è il mio lavoro, ma perché la scuola è l`anticamera della società. Forma la classe dirigente del domani e lo sforzo della politica deve essere quello di un investimento forte, a cominciare dalle problematiche degli insegnanti. Docenti precari, che dal sud vengono catapultati nel profondo nord e sottopagati, non sono di certo sinonimo di qualità dell`offerta formativa. La Buona Scuola non esiste, anzi con le leggi degli ultimi anni le cose sono andate peggiorando. La soluzione, però, non può essere neppure l`abrogazione pura e semplice – aggiunge -. Abrogare una legge è facile, ma questo non risolve i problemi, anzi in molti casi crea un caos peggiore. Noi dobbiamo lavorare con attenzione, affrontando un problema alla volta. Coinvolgendo attivamente i docenti”.

Soluzioni generali per una scuola che soffre. Insegnanti che dopo l’approvazione della Buona Scuola hanno affrontato esodi di massa dal sud all’estremo nord. Per vedersi riconoscere anni di lavoro da precari i sacrifici, anche economici, sono stati immensi.

Eppure la deputata grillina guarda anche al futuro degli studenti ed introduce il tema degli operatori socio-sanitari:

Quello dei diplomati socio sanitari è uno dei tanti problemi della scuola – dice Flora Frate -. L’Istituto professionale socio-sanitario, della durata di 5 anni, ha lo scopo di formare i ragazzi come operatori socio-sanitari. Tuttavia, il diploma non è di per sé abilitante all`esercizio della professione pertanto i diplomati sono costretti, successivamente al conseguimento del titolo, ad intraprendere corsi di formazione regionali a pagamento. Un diplomato affronta così una spesa media intorno ai 2000 euro. È assurdo, oltre ad essere un`ingiustizia che colpisce le fasce economicamente più deboli. Sarebbe possibile ovviare a questo problema mediante il riconoscimento di una specifica area professionale di 4° livello Eqf. Questo permetterebbe ai diplomati socio sanitari di immettersi subito nel mercato del lavoro, svincolandosi da corsi regionali a pagamento, a beneficio della stessa sanità. Infatti, gli operatori sanitari attualmente impiegati in gran parte non sono diplomati e rischiano di essere scarsamente preparati rispetto a chi esce da un ciclo quinquennale di studi. I riferimenti normativi ci sono – spiega -: il Decreto 61 del 2017 prevede espressamente che il sistema dell’istruzione professionale abbia la finalità di formare lo studente alle professioni strategiche per l’economia del Paese, garantendo che le competenze acquisite consentano una facile transizione nel mondo del lavoro. Ebbene, il mio impegno è portare la tematica in Commissione calendarizzando una discussione in merito. L`obiettivo è il riconoscimento del 4 livello professionale”.

Sociologi, lavoro e cultura, arrivano nuove prospettive

Avviare un dialogo congiunto con le commissioni cultura e lavoro. Un obiettivo che Flora Frate si pone con grande determinazione per poter dare risposte ad una parte lavorativa del Paese che non trova riscontro. E’ il caso dei sociologi, per i quali la deputata si è sempre battuta ancor prima del 4 marzo:

Uno degli obiettivi che mi sono promessa di portare avanti è quello del riconoscimento professionale dei sociologi – conferma la deputata del Movimento 5 stelle -. Ho incontrato alcune delle associazioni nazionali più rappresentative ed ho in programma altri incontri. Parto da una premessa: il sociologo non è soltanto colui che vive nell`Accademia, ma è soprattutto colui che lavora sul campo. È innegabile che negli anni siano stati fatti dei passi in avanti. Penso alla L.4/2013 sulle professioni non ordinistiche, oppure alla Legge Lorenzin che all`art.5 comma 5 fa riferimento alla figura del sociologo, o ancora alla L. 13/2017 della Regione Campania che istituisce il Servizio di Sociologia del territorio. Importanti passi in avanti che non vanno ripensati, ma che devono servire a porre con maggiore forza il tema del riconoscimento professionale del sociologo a livello nazionale. Ecco, la necessità di una legge quadro è indispensabile nella misura in cui occorre delineare con esattezza il perimetro del sociologo. La dico semplice: chi è, e cosa fa il sociologo. Questo è importante per tanti motivi. Innanzitutto, per consentire al sociologo professionista di affermarsi sul mercato del lavoro, sia esso pubblico o privato, indipendentemente dagli Atenei. Sia ben chiaro, il mondo accademico non è un avversario, guai a perdere un dialogo con le università e coi tanti docenti attenti e sensibili sulla tematica. Ma non possiamo arrenderci all`idea che o vinci un dottorato di ricerca, dopo anni di precarietà, oppure rinunci al lavoro per il quale hai studiato. Ancora, una legge nazionale servirebbe a regolare la concorrenza sleale – non basta aver sostenuto qualche esame di sociologia per dirsi sociologo –  ed a scongiurare l`esercizio abusivo della professione. Altro tema è quella delle equipollenze delle lauree. Insomma, la mia non è una battaglia ideologica. Ma se il riconoscimento del sociologo professionista passa per l`istituzione di un Albo, come le associazioni chiedono, allora che Albo sia. Auspico di avviare un dialogo proficuo mediante le Commissioni congiunte Cultura e Lavoro”.

Grande impegno per il lavoro e la cultura, ma non solo.

Il nostro Paese – spiega Flora Frate – è un patrimonio vivente di arte e cultura. Dobbiamo investire in questa grande risorsa che tutto il mondo ci invidia. Su istanza del consigliere regionale Luigi Cirillo mi sono fatta portatrice delle problematiche delle Ville Romane a Castellamare di Stabia: un grande patrimonio del tutto abbandonato. Barriere architettoniche, cartellonistica obsoleta ed inadeguata, assenza di illuminazione. C`è un progetto e a breve organizzerò un tavolo con le associazioni che se ne occupano”.

 

Europa Creativa: popoli dell’Ue uniti dalla cultura

“Non possiamo parlare di valorizzazione culturale delle risorse del nostro paese senza guardare all`Europa – ha commentato Flora Frate-. In Commissione Cultura ho relazionato la proposta di regolamento che istituisce il Programma Europa Creativa 2021-2027. Dati alla mano, i settori culturale e creativo europei generano una ricchezza pari a 509 miliardi di euro, dando lavoro a 12 milioni di addetti a tempo pieno, circa il 7,5% della popolazione europea. Gli ambiti di investimento del Programma Europa Creativa sono i più vari, tutti volti a valorizzare il grande patrimonio cultuale, artistico, architettonico e popolare delle nostre capitali europee.  Esiste un`Europa dei popoli e delle culture che per noi rappresenta una grande opportunità. Il Programma Europa Creativa è una di queste”.

 

 

 

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Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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