Caso Viganò, il Vaticano rompe il silenzio

Il Consiglio dei nove cardinali che plasmano con Francesco la strategia della Chiesa dice che la trincea scelta inizialmente dal Papa per arginare gli effetti del dossier dell’ex nunzio apostolico a Washington, monsignor Carlo Viganò, si è rivelata fragile, di fronte a un tentativo di colpirlo e delegittimarlo senza precedenti. 
Un Papa amareggiato aveva sperato di poter placare i suoi nemici con «silenzio e preghiera», possibili antidoti a un’offensiva del fronte conservatore, pensata per tirarlo in qualche modo dentro gli scandali. La decisione di offrire una verità documentata potrebbe essere sfruttata dagli avversari per accreditare una guerra di dossier su un tema scivoloso come gli abusi sessuali commessi da sacerdoti.
L’impatto della «memoria» velenosa e vendicativa di Viganò sembra essere più profondo di quanto la cerchia pontificia forse si aspettasse. Nell’iniziativa del C9 si indovina dunque anche un cambio di strategia comunicativa. È chiaro che tacere non è bastato a placare quanti, al di là del sentore complottista di quelle rivelazioni, volevano e vogliono capire fino in fondo.

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