Mattarella al Csm: «Toghe soggette solo alla legge e non ai media »

Oggi il Presidente della Repubblica ha incontrato al Quirinale i nuovi componenti del Consiglio Superiore della Magistratura:  «La magistratura non deve rispondere alle opinioni correnti perché è soggetta soltanto alla  legge».

Nel suo discorso Mattarella bacchetta le toghe : «L’attenzione e la sensibilità agli effetti della comunicazione non significa come tante volte è stato ricordato, orientare le decisioni giudiziarie secondo le pressioni mediatiche nè, tantomeno, pensare di dover difendere pubblicamente le decisioni assunte. Sono invece doverose la credibilità e la trasparenza per l’agire della magistratura che possano essere rafforzate anche da una adeguata comunicazione istituzionale. È pertanto auspicabile che si prosegua nella direzione intrapresa, che appare idonea a tutelare anche i singoli magistrati da sovraesposizioni cariche di pericoli e che non si rivelino utili».

«Al Csm la Costituzione ha, opportunamente, attribuita la cruciale funzione disciplinare . La centralità di questa funzione è desumibile dalla stessa composizione della Sezione, la cui presidenza è affidata dalla legge 195 al Vice Presidente; è, questo, uno dei compiti più importanti e impegnativi che la legge gli attribuisce. L’aver mantenuto la giurisdizione disciplinare all’ interno dell’organo di governo autonomo è scelta che la Costituzione ha compiuto sempre a tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura. Proprio per questo la celerità nelle decisioni e il rigore nella valutazione dei fatti devono caratterizzare l’attività della Sezione disciplinare, il cui corretto funzionamento non è desumibile soltanto dai dati statistici»

Mattarella ha anche salutato i componenti uscenti e accolto i nuovi membri: «Presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura è uno dei compiti, al quale, come capo dello Stato, presto maggiore attenzione, perché attraverso di esso si realizza la sintesi individuata dall’assemblea costituente per rendere la magistrature un ordine autonomo e al contempo elemento fondamentale dell’aspetto democratico della Repubblica».

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