Manovra, reddito di cittadinanza e quota 100 lo pagheranno gli italiani: aumenterà l’Iva

Il Governo gialloverde ha trovato l’intesa con l’Europa sulla Manovra finanziaria. Scongiurato il rischio della procedura d’inflazione adesso si passa ad un deficit del 2,04% ma le sorprese non finiscono qui.

Se lo avessero fatto Monti, Renzi o Berlusconi il Movimento 5 Stelle e la Lega avrebbe organizzato comizi, proteste e manifestazioni in piazza o davanti al Parlamento. Stavolta però non potranno prendersela con nessuno che non siano essi stessi. La manovra finanziaria, che inizialmente si reggeva su un deficit al 2,4% e che molti economisti dicevano ancora di mancare di risorse, è magicamente stata ridimensionata scendendo al 2,04%. La buona notizia è che l’Italia evita la procedura d’inflazione (scansa un vero e proprio cataclisma che rischiava di abbattersi sul nostro Paese, nda) ma le sorprese non sono certo finite.

Aumento dell’Iva: esattamente come i Governi precedenti

Il tanto riempirsi la bocca con la scusa dei “Governi precedenti” deve aver condizionato molto Movimento 5 Stelle e Lega. Così tanto che i famosi Governi precedenti hanno deciso di imitarli, se non addirittura peggiorarli. L’Italia per far star tranquilla l’Europa ha accettato la cosiddetta flessibilità, che propone un graduale aumento dell’Iva nel triennio successivo. Secondo Il Giornale, così come per tutti gli altri massimi quotidiani, si passerà dai 23 miliardi del 2020 ai 29 miliardi del 2021 e del 2022.

Insomma tanto per dirla alla Salvini si andrà a prendere soldi dalle “tasche degli italiani”. Proprio ciò che doveva essere evitato, e proprio ciò che Padoan nella precedente amministrazione finanziaria del Paese aveva cercato in tutti i modi di scongiurare tanto che non si era andati al di là del 2019. Per come la si legga o meno questa è una gravissima sconfitta per Luigi Di Maio e Matteo Salvini, costretti ad affrontare l’ennesima contraddizione interna al proprio esecutivo. Già ci si immagina, in una campagna elettorale divisa per questo post Governo (che potrebbe essere tanto tra 1 quanto tra 5 anni) un altro scaricabarile l’uno sull’altro. Una storia già scritta, ma intanto saranno tutti a rimetterci.

La finta Quota 100 ed il Reddito di Cittadinanza pagati dagli italiani

In termini pensionistici avevamo già capito che superare la Legge Fornero non sarebbe stato così semplice. Ciò che frena probabilmente Salvini e Di Maio ad oggi è una briciola di buon senso, almeno nei fatti contrariamente alle parole. Basta analizzare che cosa è accaduto alla nascita di questo governo quando, cioè, a parole la Legge Fornero doveva essere “smontata pezzo per pezzo”. In un secondo momento si è parlato di superamento della Legge, e fino a qualche giorno fa si parlava di un contentino. Si maturava quota cento tenendo conto solo dei due anni precedenti, mentre gli altri non avrebbero potuto usufruirne.

In pratica bisogna aver maturato i requisiti almeno da due anni, ma poterne usufruire soltanto due anni dopo, ossia un vero e proprio imbroglio. Sommersi da questa cumulo incredibile di critiche hanno cambiato ancora ed ecco l’ipotesi che fa il Corriere della Sera: “Come funzionerà (quota 100, ndr)? A partire dal 1° aprile 2019, come annunciato dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, potrà andare in pensione chi ha almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati. L’anticipo massimo possibile, rispetto alla pensione naturale che dal 2019 sale a 67 anni, è di cinque anni. [..]Chi utilizzerà quota 100 prenderà comunque un assegno più basso di quello che avrebbe incassato andando in pensione a 67 anni”.

Per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza che entrerà in vigore il 1 aprile 2019 la questione non sembra del tutto chiarita. Qualche giorno fa era arrivata addirittura la botta: da 780€ ad 80€, ma non sono mancate le smentite. Secondo il Governo il Reddito di Cittadinanza si farà, e non sarà una farsa. Difficile a credersi visto che nella nuova manovra ci sono meno risorse. Come fare? Si mettono le mani nelle tasche degli italiani. Reddito e Quota 100 verrà pagato con l’aumento dell’Iva e quindi da tutti noi, mentre la Flat Tax tanto agognata resta un sogno ad occhi aperti. Promesse e contro promesse non hanno prodotto quasi nulla di concreto.

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Daniele Naddei

"Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Appassionato di politica, sport ed attualità, il tutto incorniciato dalla passione per la scrittura e per il giornalismo".

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