Ires per no-profit in Manovra, dietrofront del governo

La norma sulla tassazione dell’Ires per gli enti no profit ‘va cambiata nel primo provvedimento utile’, dice il vicepremier Di Maio.
“Massimo rigore con i furbetti” sottolinea Salvini.

Il governo sull’Ires agli enti no-profit assicura che a gennaio si cambia. La norma da riscrivere è contenuta nella Manovra e prevede appunto l’aumento dell’Ires sugli enti no-profit, rivedendola dal 12 al 24%, come per tutte le altre imprese.

La norma – dice il vicepremier Luigi Di Maio – sulla tassazione dell’Ires per gli enti no profit “va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato ed è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli”. La norma – spiega – non può essere cambiata subito in manovra perché si rischia “l’esercizio provvisorio”, ma si interverrà “nel primo provvedimento utile”.


Subito dopo si pronuncia anche il presidente del Consiglio, via Facebook. Conte indica la direzione da seguire: “Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un’efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall’inizio ha dedicatogrande attenzione. Per questo in merito alla norma sull’Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale”, dichiara.

Infine, anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini segna l’inversione di rotta: “Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti e associazioni, garantisco l’impegno del governo a intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i ‘furbetti’ che fanno altro”.

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