Rigopiano, porta i fiori dove è morto il figlio, multato di 4.550 euro

Alessio Feniello è stato condannato a pagare una multa di 4.550 euro per aver portato dei fiori sul luogo della tragedia, violando i sigilli giudiziari. Su fb scrive: “Quelli che non hanno fatto niente per salvare 29 persone a Rigopiano, stanno tutti ancora a piede libero; io invece devo pagare”.

Alessio Feniello è il padre di Stefano, una delle 29 vittime travolte da una valanga all’hotel Rigopiano il 18 gennaio 2017. Il provvedimento, notificato con decreto penale dal Gip del Tribunale di Pescara, è scattato in seguito all’infrazione dei sigilli giudiziari a cui è sottoposta l’area colpita dalla valanga.

“Introdotto abusivamente nonostante le diffide”

Il fatto contestato a Feniello risale allo scorso 21 maggio: il dispositivo emesso dal giudice, su richiesta del Pm Campochiaro, deriva dal fatto che l’uomo si sarebbe introdotto “abusivamente”, nonostante “le ripetute diffide ed inviti ad uscirne rivoltigli dalle forze dell’ordine addette alla vigilanza del sito”. Feniello, in un post pubblicato su Facebook, contesta la decisione del tribunale pescarese, affermando di essersi “recato a Rigopiano per portare dei fiori dove hanno ucciso mio figlio“. Poi aggiunge: “Non pago un centesimo. Se necessario andrò in carcere, non ho nulla da perdere“.

Prevista per il 18 gennaio una manifestazione organizzata dal Comitato parenti delle vittime: “Quest’anno  abbiamo voluto invece tendere la mano all’attuale governo affinché si renda conto di persona del dolore che intere famiglie vivono da quel giorno, affinché si impegnino come promesso a darci la forza sia morale nonché materiale di poter combattere ad armi pari contro chi ha sbagliato e ha contribuito a far sì che ogni anno da quel giorno ci sia una giornata del ricordo della commemorazione e della condivisione così come sarà il prossimo 18 gennaio“.

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