Giorno del Ricordo, i bimbi di Auschwitz come quelli delle foibe

” I bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali. Non esistono martiri di serie A e vittime serie B”. Così il vicepremier Matteo Salvini a Basovizza nel Giorno del Ricordo.

Il Giorno del Ricordo viene celebrato in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle drammatiche vicende del confine orientale negli anni a cavallo del secondo dopoguerra. Istituito per legge nel 2004, il 10 febbraio rappresenta il momento solenne in cui vengono ricordate le migliaia di infoibati e i circa 250 mila profughi giuliani, dalmati e fiumani che furono costretti a lasciare le loro case dopo la firma dei Trattati di Parigi, il 10 febbraio 1947, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro e la maggior parte della Venezia Giulia. “L’istituzione del ‘Giorno del ricordo’ ha avuto il merito di aver portato alla luce una delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese: quella dell’orrore delle foibe, dell’esodo forzato e di tutte le violenze perpetrate ai danni di migliaia di donne e uomini, lesi nella loro dignità e privati dei loro diritti umani fondamentali. Una tragedia immane, per troppo tempo taciuta e relegata nella dimensione privata degli esuli che, per molti anni, hanno portato da soli il peso enorme di quei tragici eventi”. Afferma il presidente della Camera Roberto Fico. “Non ci sono martiri di serie A e martiri di serie B, ci sono vittime della follia criminale dell’uomo a volte si dimentica di essere uomo”, ha detto Salvini. “Oggi mi porto a casa qualcosa: verità, giustizia amore e libertà”. “Farò tutto quello che sarà in mio potere da vicepresidente del Consiglio perché su tutti i banchi di tutte le scuole italiane la storia non si fermi, perché non ci siano stragi dimenticate – ha aggiunto – Per questo faccio affidamento su insegnanti su donne su uomini educatori liberi che portino in classe il passato affinché il futuro non riproponga mai orrori simili”.

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