Insetti killer uccidono dai 5 ai 20 italiani all’anno

Si sta parlando molto negli ultimi giorno di un aumento degli insetti killer. Si tratta di una crescita di api, vespe e calabroni che mietono più vittime di quanto ci si aspetta.

Sembrerebbe che uccidono dai cinque ai venti italiani all’anno. L’ultimo caso si è verificato a Milano, quando Sergio Barozzi, avvocato 62enne, è morto a causa di uno choc anafilattico fulminante, per cui a nulla è valsa la corsa all’ospedale. In alcuni casi sembra che la reazione sia al di sopra della norma a causa di una sensibilizzazione allergica verso alcune parti del veleno iniettato dal pungiglione, ma è pur vero che secondo le statistiche si tratta di casi molto limitati.

Le reazioni più comuni comprendono febbre, spossatezza e nausea, crisi d’asma e cali di pressione, ma anche orticaria, angioedema spesso su volto e labbra, edema della glottide fino allo choc anafilattico. L’ostruzione grave e potenzialmente fatale delle vie respiratorie si manifesta, in genere, con raucedine, difficoltà a parlare, tosse insistente, soffocamento, gola serrata. Reazioni allergiche che colpiscono due persone su cento, i bambini sono meno degli adulti. Ma esistono strategie di difesa da applicare anche in questa coda d’estate.

Se capita di essere punti e di stare male, bisognerebbe rimuovere il pungiglione entro 20 secondi dalla puntura, si consiglia un movimento secco e rapido con l’aiuto di pinzette. E’ utile applicare sull’area subito qualcosa di freddo e identificare l’insetto responsabile per potersi rivolgere a un medico con le informazioni necessarie.

In caso di una reazione locale a una puntura di ape, vespa o calabrone oltre al ghiaccio e a eventuale analgesico, si può somministrare un antistaminico e applicare una pomata cortisonica. In caso di reazione allergica grave anafilattica è invece essenziale somministrare d’urgenza una dose di adrenalina per via intramuscolare nella coscia, iniezione da ripetere anche dopo 10 minuti.

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